Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Basilicata ha emesso, nel febbraio 2025, una sentenza che accoglie il ricorso promosso per l’esecuzione di un precedente provvedimento del Tribunale del Lavoro. Tale decisione impone al Ministero dell’Istruzione e del Merito il pagamento di 2.000 euro, oltre agli interessi legali, per l’aggiornamento e la formazione continua del ricorrente.

Sentenza del TAR di Potenza: condannato il Ministero al pagamento

L’azione giudiziaria è scaturita dall’inadempienza del Ministero nel corrispondere la somma riconosciuta (per la carta docente) con una sentenza esecutiva del marzo 2023, notificata a tutte le autorità competenti, tra cui:

  • L’Ufficio Scolastico Regionale per la Basilicata
  • L’Ambito Territoriale della Provincia di Potenza

Decorso il termine di 120 giorni dalla notifica senza che l’obbligo fosse stato adempiuto, il TAR ha riconosciuto la fondatezza del ricorso, rilevando che l’Amministrazione non ha fornito alcuna prova dell’avvenuto pagamento, nemmeno parziale.

Nomina del Commissario ad acta in caso di mancato pagamento

Con la sentenza in questione, ottenuta dallo Studio Legale Esposito e Santonicola, il TAR ha condannato il Ministero al pagamento dell’importo dovuto, stabilendo un termine massimo di 60 giorni per l’adempimento, calcolato dalla comunicazione amministrativa della decisione o dalla notifica della sentenza, se anteriore.

Nel caso di ulteriore inottemperanza, è stata disposta la nomina del Prefetto di Potenza – o di un funzionario da lui delegato – come Commissario ad acta, con il compito di adottare tutte le misure necessarie per garantire l’estinzione del debito. La pronuncia del TAR di Potenza si inserisce in un quadro giurisprudenziale consolidato, che impone alle amministrazioni pubbliche il rigoroso rispetto delle sentenze esecutive, come ribadito anche dalla Corte di Cassazione (Sezioni Unite, Sentenza n. 12533/2001).