Concorsi docenti PNRR, in un contesto normativo complesso e in continua evoluzione, il dibattito sul reclutamento degli insegnanti si concentra oggi su tre aspetti chiave: la percentuale riservata agli idonei, la durata della validità delle graduatorie e le modalità di accesso alle prove orali. Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, ha chiarito alcuni punti del Decreto Scuola e i margini ancora aperti al confronto.
Concorsi PNRR, Mario Pittoni chiarisce alcuni punti del DL Scuola
Il Governo, nell’osservare gli impegni assunti con l’Unione Europea sulla periodicità dei concorsi e sull’impiego delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha introdotto alcune soluzioni tecniche che sollevano numerosi interrogativi tra i docenti. Mario Pittoni, rispondendo ai numerosi quesiti posti dai docenti sulla sua pagina Facebook, ha fatto alcune importanti precisazioni in merito ai contenuti del Decreto Scuola in relazione ai concorsi PNRR.
Decreto Scuola, Pittoni risponde alle domande più frequenti sui concorsi PNRR
Il già presidente della Commissione Cultura al Senato ha ribadito, ancora una volta, che l’integrazione delle graduatorie dei concorsi PNRR riguarda ‘il 30% dei posti banditi, non degli idonei PNRR. Fosse portato al 100% – spiega Pittoni – vorrebbe dire che si assumono solo loro;
Inoltre, viene precisato che ‘l’assenza di limiti temporali è riferita al fatto che, se l’idoneo PNRR non trova collocazione nel primo triennio (per mancanza di posti) nella regione indicata, può comunque continuare a proporsi ogni anno nelle graduatorie regionali (compresa quella della sua regione) conservando sempre il diritto all’assunzione a tempo indeterminato senza più concorsi’.
In terzo luogo, aggiunge Mario Pittoni, ‘l’accesso in “percentuale” all’esame orale del PNRR2 è conseguenza di una forzatura del Governo precedente. Per provare a rispettare la cadenza annuale (di fatto impossibile) dei concorsi PNRR, su cui PD e M5S si erano impegnati con la Commissione europea, l’attuale Governo è stato costretto a limitare l’accesso all’orale quando il numero di chi supera lo scritto è troppo alto, così da ridurre i tempi’.
La questione del doppio canale di reclutamento
Per quanto riguarda, invece, la questione legata alla possibile introduzione del doppio canale di reclutamento, a chi ha chiesto se nel decreto scuola non si possa inserire questo meccanismo, Mario Pittoni ha risposto così: ‘Le graduatorie di merito sono entrate nel decreto Scuola grazie all’intesa che abbiamo trovato con Bruxelles dopo mesi di confronto. Intesa che ancora non c’è sul doppio canale’.
