Ricostruzione della carriera, entro le 23:59 del 31 dicembre 2025 il personale scolastico potrà presentare domanda di ricostruzione di carriera, procedura indispensabile per ottenere l’inquadramento definitivo nelle sei fasce stipendiali previste dal sistema retributivo. Dopo questa data, non saranno accettate ulteriori istanze.

Ricostruzione della carriera, come presentare la propria domanda e il calcolo del servizio prestato

La domanda va inoltrata esclusivamente tramite la piattaforma Istanze OnLine del Ministero dell’Istruzione e del Merito, unico canale ufficiale. Come ha sottolineato Francesco Sciandrone (UIL Scuola) nel corso di un suo intervento a Orizzonte Scuola, i lavoratori della scuola hanno una carriera particolare rispetto al resto del pubblico impiego: “Sono gli unici ad avere una lunga storia di precariato”, ha ricordato, evidenziando le profonde differenze retributive tra l’inizio e la fine del percorso.

Le nuove regole in vigore dal 2022

Dal 1° gennaio 2022 la normativa ha cambiato radicalmente il calcolo dell’anzianità di servizio. Per i docenti non vale più la regola dei 180 giorni o servizio continuativo dal 1° febbraio agli scrutini, che in passato permetteva il riconoscimento dell’anno intero. Ora si calcola ogni giorno di servizio prestato, con un apparente vantaggio in termini di precisione, ma con effetti penalizzanti. Un docente con dieci anni pre-ruolo da 180 giorni l’uno, che prima vedeva riconosciuti otto anni utili, oggi ne accumula solo cinque.

Prescrizioni e arretrati

Massima attenzione alle tempistiche:

  • superati i 5 anni dal periodo di prova, senza domanda di riconoscimento si perdono gli arretrati;
  • dopo 10 anni, decade anche il diritto al riconoscimento degli anni di servizio pre-ruolo.

Servizio all’estero: cosa cambia

Il sistema delle maggiorazioni per servizio all’estero è stato modificato dalla legge 74/2017.

  • Fino al 31 maggio 2017 i primi due anni valevano il doppio e i successivi aumentavano di un terzo.
  • Dal giugno 2017 le maggiorazioni non sono più previste, generando incertezze interpretative che molti docenti stanno contestando con ricorsi.