semestre filtro medicina
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L’Unione dei universitari (Udu) ha incontrato la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, con la quale si è confrontata sulla questione del semestre filtro a Medicina e, più in generale, sulle emergenze del sistema universitario italiano.

Semestre filtro Medicina: l’Udu incontra la ministra Bernini

Il confronto fra la ministra Bernini e l’Unione degli universitari si è aperto proprio su una delle questioni più ‘calde’ dell’ultimo periodo, il semestre filtro a Medicina, per poi affrontare temi quali diritto allo studio, governance, studentati Pnrr, università telematiche e molto altro ancora.

“Siamo partiti dai nostri 4.000 ricorsi contro il semestre filtro, per affrontare diritto allo studio, governance, studentati Pnrr, e altro”. Ha fatto sapere Alessandro Bruscella, coordinatore dell’Unione degli Universitari. “Sul semestre filtro abbiamo consegnato un documento che ne dimostra il fallimento: regole cambiate a semestre in corso, disomogeneità territoriali, discrepanze tra didattica e prove, tempi compressi, scarsa trasparenza nelle graduatorie, applicazione non uniforme delle tutele per Bes e Dsa, ampia discrezionalità sui trasferimenti”. Ha aggiunto.

Posti vacanti e caso Tor Vergata-Tirana

L’Udu ha inoltre affrontato la questione dei circa 500 posti rimasti vacanti, di cui 300 a Medicina, quando migliaia di studenti sono stati esclusi dalla graduatoria. “La ministra ha riconosciuto diverse criticità e si è impegnata a coprire i posti rimasti scoperti e a intervenire sugli atenei che non scorporano il pagamento del semestre filtro dalla tassazione, non è però stata garantita un’apertura strutturale sul superamento del modello: per questo continueremo con il ricorso”. Ha detto a tal proposito Bruscella.

Sul caso Tor Vergata-Tirana, gli studenti hanno chiesto che venga garantito che le borse di studio siano gestite dalla Disco Lazio, secondo l’iter ordinario, e che la tassazione venga equiparata a quella italiana per tutto il percorso di studi. Infine, sono stati portati all’attenzione della ministra alcuni nodi non ancora risolti sull’equipollenza dei titoli, sui costi aggiuntivi e sugli oneri burocratici a carico degli studenti.