Il tema dell’inclusione è stato portato alla ribalta dalla vicenda che ha interessato l’On. Faraone, a seguito di alcuni commenti infelici piovuti sui social contro la figlia Sara, affetta da autismo. Ne è scaturito un dibattito che non poteva non coinvolgere da vicino anche il settore scolastico. Il comitato Evoluzione ATA, in particolare, ha voluto porre l’accento, tramite una lettera divulgata su facebook, sull’importanza che l’inclusione debba assumere non solo a parole ma anche nei fatti e nel lavoro che svolgono ogni giorno, ad esempio, gli insegnanti di sostegno e i collaboratori scolastici. Il focus è stato posto in particolare sulla necessità di riconoscere il punteggio per il periodo di godimento del congedo biennale per legge 104.
“Mettere le persone nelle condizioni concrete di esercitare i propri diritti”
“(…) Crediamo sia arrivato il momento di compiere un passo ulteriore. Passare dalle parole alla vita reale. Perché la dignità delle persone con disabilità non si tutela soltanto attraverso il linguaggio. Si tutela garantendo servizi, assistenza, inclusione. Si tutela mettendo le persone nelle condizioni concrete di esercitare i propri diritti. E nella scuola italiana questo diritto passa ogni giorno anche attraverso il lavoro di migliaia di persone.
Pensiamo agli insegnanti di sostegno. Pensiamo ai collaboratori scolastici, ai quali competono importanti funzioni di assistenza nell’ambito dell’inclusione scolastica. Lavoratori che contribuiscono, con responsabilità differenti ma complementari, a rendere effettivo il diritto all’istruzione degli alunni con disabilità . Eppure una parte enorme di questi lavoratori continua a vivere, da decenni, nella precarietà e con stipendi tra i più bassi d’Europa. (…) Non possiamo celebrare l’inclusione nei convegni e poi costruirla ogni anno sulla precarietà di chi deve garantirla materialmente nelle scuole. Non possiamo chiedere professionalità , responsabilità e continuità e contemporaneamente lasciare decine di migliaia di lavoratori appesi a un contratto a termine. “
Questo uno stralcio della lettera pubblicata da Evoluzione ATA sulla propria pagina facebook, volendo porre l’attenzione sul miglioramento della qualità del lavoro di tutto quel personale che quotidianamente si impegna per garantire il rispetto dell’inclusione.
Il tema ha dato spunto anche per riaccendere i riflettori sulla questione del mancato riconoscimento del punteggio durante il periodo di congedo straordinario richiesto per assistere un familiare disabile. Il congedo in questione riconosce infatti una tutela economica e la relativa contribuzione figurativa, ma nonostante ciò non consente alcun punteggio. “È una contraddizione che diventa ancora più evidente quando si confrontano istituti diversi di tutela familiare e della genitorialità , come il congedo parentale, ai quali l’ordinamento riconosce conseguenze differenti sulla posizione lavorativa e sulla valutazione del servizio. Noi crediamo che sia arrivato il momento di correggere questa stortura.” Queste le parole del comitato, il quale ha fatto presente di aver elaborato una proposta: un emendamento al Decreto PA finalizzato a riconoscere, ai fini della valutazione del servizio del personale ATA, anche il periodo di congedo straordinario utilizzato per assistere un familiare con disabilità .
“Una modifica semplice, dietro la quale ci sono persone e famiglie con gravi difficoltà . Ci sono lavoratori che non dovrebbero essere costretti a scegliere tra assistere chi amano e tutelare il proprio futuro professionale. Ed è proprio per questo che oggi vogliamo rivolgere un appello all’onorevole Davide Faraone e al senatore Matteo Renzi. Le parole dell’onorevole Faraone sulla figlia Sara hanno ricevuto, giustamente, solidarietà e vicinanza. Noi vi chiediamo di fare un passo ulteriore. Trasformare quella sensibilità in un atto politico concreto.”
