L’assegnazione dei docenti alle classi può generare dubbi e discussioni all’interno delle scuole, soprattutto quando le decisioni del dirigente scolastico non coincidono con le preferenze degli insegnanti. Ma quali sono i margini di intervento del dirigente? E può assegnare un docente a una determinata classe anche contro la sua volontà? Sul tema è intervenuta l’Avvocato Maria Rosaria Altieri, nel corso di un webinar nel canale YouTube di Scuola Informa, fornendo chiarimenti sui criteri che devono essere seguiti nell’assegnazione delle classi. Al centro della questione ci sono le delibere del Consiglio di istituto, le proposte del Collegio dei docenti e le esigenze organizzative e didattiche della scuola.
Assegnazione docenti alle classi: il dirigente deve rispettare i criteri del Consiglio di istituto
Il primo aspetto affrontato dall’Avvocato Maria Rosaria Altieri nel webinar riguarda il rapporto tra le decisioni del dirigente scolastico e i criteri generali deliberati dal Consiglio di istituto. La questione è particolarmente importante perché l’assegnazione dei docenti alle classi non può essere considerata una scelta completamente svincolata dalle regole organizzative adottate dalla scuola.
Come chiarito dall’Avvocato Altieri, il dirigente scolastico deve rispettare i criteri generali deliberati dal Consiglio di istituto e deve anche considerare le proposte formulate dal Collegio dei docenti. Questo non significa, però, che ogni proposta o indicazione degli organi collegiali determini automaticamente l’assegnazione del singolo docente. L’eventuale decisione del dirigente di discostarsi dai criteri o dalle proposte deve essere infatti sostenuta da adeguate ragioni organizzative e didattiche.
La questione, quindi, non si esaurisce nella semplice preferenza espressa dal docente. Per valutare se un’assegnazione sia corretta occorre verificare quali siano i criteri adottati dalla scuola, quali proposte siano state formulate dagli organi collegiali e quali motivazioni siano alla base della decisione.
Il dirigente può assegnare un docente a una classe contro la sua volontà?
La seconda domanda affrontata durante il webinar dell’Avvocato Maria Rosaria Altieri riguarda una situazione molto concreta: il dirigente scolastico può assegnare un insegnante a una classe che il docente non vuole?
La risposta fornita dall’Avvocato è sì. Il motivo è legato proprio alla natura dell’assegnazione delle classi. Il docente, infatti, non ha un diritto soggettivo a essere assegnato a una determinata classe. Allo stesso modo, non esiste un diritto del docente a mantenere necessariamente la classe dell’anno precedente. Questo significa che la volontà dell’insegnante non è, da sola, sufficiente a impedire una diversa assegnazione.
Il dirigente deve comunque operare nel rispetto dei criteri generali deliberati dal Consiglio di istituto e tenere conto delle proposte del Collegio dei docenti. Le decisioni devono inoltre essere collegate alle esigenze organizzative e didattiche dell’istituzione scolastica.
La continuità didattica non garantisce il mantenimento della classe
Un altro punto chiarito nel webinar riguarda la continuità didattica, spesso richiamata dai docenti quando viene modificata l’assegnazione alle classi. La continuità può rappresentare un criterio importante, ma non costituisce automaticamente un diritto del docente a rimanere nella stessa classe. Anche questo criterio deve essere valutato nel quadro complessivo delle regole adottate dalla scuola e delle esigenze organizzative e didattiche.
Di conseguenza, il fatto che un insegnante abbia seguito una determinata classe nell’anno precedente non significa che debba necessariamente continuare a insegnare nello stesso gruppo di studenti. L’assegnazione può quindi essere modificata, purché la decisione del dirigente si inserisca nel quadro dei criteri e delle esigenze che regolano l’organizzazione dell’istituto.
Criteri assegnazione classi, cosa deve verificare il docente
Le indicazioni fornite dall’Avvocato Maria Rosaria Altieri nel webinar permettono di individuare alcuni elementi da controllare quando un docente ritiene che l’assegnazione alle classi non sia conforme alle regole della scuola. Prima di valutare la legittimità della decisione, è quindi utile verificare:
- quali criteri per l’assegnazione dei docenti alle classi siano stati deliberati dal Consiglio di istituto;
- quali siano state le eventuali proposte del Collegio dei docenti;
- se la decisione del dirigente sia coerente con tali criteri;
- in caso di scostamento, quali siano le ragioni organizzative e didattiche alla base della scelta;
- se la continuità didattica sia prevista tra i criteri adottati dall’istituzione scolastica e come sia stata concretamente valutata.
Il punto centrale, quindi, non è stabilire semplicemente se il docente sia d’accordo o meno con l’assegnazione. Occorre verificare come è stata adottata la decisione e quali criteri sono stati applicati.
Come chiarito dall’Avvocato Altieri, il dirigente può assegnare un docente a una classe anche contro la sua volontà, perché l’insegnante non dispone di un diritto soggettivo alla scelta della classe o alla conservazione della classe dell’anno precedente. Allo stesso tempo, il dirigente non può ignorare i criteri generali deliberati dal Consiglio di istituto e deve considerare le proposte del Collegio dei docenti, motivando adeguatamente eventuali scostamenti sulla base delle esigenze organizzative e didattiche.
