Martelletto Tribunale
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L’amministrazione scolastica รจ tenuta a garantire la correttezza e la trasparenza delle procedure di mobilitร , specialmente quando un mero errore informatico o materiale rischia di compromettere ingiustamente la vita personale e lavorativa dei docenti. Una recente vittoria giudiziaria, ottenuta dallo Studio legale Giannuzzi Cardone di Bari presso il Tribunale di Foggia in funzione di giudice del lavoro, ha riaffermato l’obbligo della Pubblica Amministrazione di correggere gli errori chiaramente riconoscibili commessi dai candidati nella compilazione delle domande. Con l’ordinanza pronunciata lo scorso 25 settembre, il giudice ha disposto la riammissione alle operazioni di assegnazione provvisoria di una docente illegittimamente esclusa dagli uffici scolastici.

Assegnazione provvisoria, l’ordinanza del Tribunale di Foggia: il principio di buona fede e la rettifica degli errori riconoscibili nella domanda

La vicenda trae origine dalla situazione di un’insegnante titolare di cattedra a circa 550 chilometri di distanza dalla propria residenza e sottoposta al vincolo triennale di permanenza. Per poter rientrare e ricongiungersi al proprio coniuge, la docente ha presentato domanda di assegnazione provvisoria in deroga, dichiarando espressamente il comune di ricongiungimento, allegando la documentazione prescritta e indicando come prime scelte quattro plessi scolastici situati nel medesimo comune. Tuttavia, durante la selezione della preferenza sintetica del comune, il sistema informatico ha registrato per mero errore il codice di un comune limitrofo, riportato in ordine alfabetico. A fronte di questa discrepanza isolata, l’ufficio scolastico ha disposto l’immediata esclusione della docente dalle procedure di mobilitร .

La pronuncia del Tribunale di Foggia e l’applicazione del soccorso istruttorio

In sede di ricorso, il Tribunale di Foggia ha accolto le tesi difensive, richiamando anche i principi espressi dalla Corte di Cassazione con la sentenza N. 6232/2026. La decisione stabilisce una netta distinzione tra chi omette del tutto di dichiarare un requisito prescrittivo, il quale non puรฒ essere recuperato successivamente per non violare la paritร  di trattamento tra i candidati, e chi invece ha dichiarato e documentato correttamente il requisito commettendo un errore chiaramente riconoscibile da una lettura complessiva dell’istanza. In quest’ultimo caso, il giudice ha chiarito che il principio generale di buona fede impone all’amministrazione l’obbligo di effettuare una rettifica ufficiosa, rendendo doveroso l’attivazione del soccorso istruttorio. La posizione della docente era peraltro ampiamente nota agli uffici, giacchรฉ la lavoratrice aveva giร  ottenuto l’assegnazione provvisoria nello stesso comune e per le medesime motivazioni anche nel corso dell’anno scolastico precedente.