Per tante famiglie, comprese quelle con figli in età scolare che beneficiano dell’Assegno di Inclusione (ADI), arriva una novità importante che riguarda direttamente la continuità del sostegno economico. Con il Messaggio INPS n. 2437/2026 sono state diffuse le istruzioni per le nuove domande di rinnovo, valide a partire da agosto 2026. La novità principale è l’eliminazione del mese di interruzione che finora separava un periodo di erogazione dal successivo, un dettaglio che per molti nuclei familiari significava restare per settimane senza alcun sostegno economico. La prima mensilità del nuovo ciclo, però, non sarà erogata per intero.
Cosa cambia nel rinnovo dell’Assegno di Inclusione
Nella disciplina originaria dell’ADI, al termine dei primi 18 mesi di fruizione era previsto un mese di interruzione obbligatoria prima di poter accedere al periodo di rinnovo, pari ad altri 12 mesi. Durante quella pausa, i nuclei familiari restavano improvvisamente privi di qualsiasi sostegno, una situazione che creava non poche difficoltà a chi si trovava già in condizioni economiche fragili. Con la riforma introdotta dalla Legge di Bilancio, quel mese di stop è stato eliminato.
Da agosto 2026 i nuclei che concludono il periodo di erogazione possono presentare la domanda di rinnovo e ottenere il pagamento senza alcuna interruzione di continuità. Tuttavia, per equilibrare le cose, la prima mensilità del rinnovo sarà erogata al 50% dell’importo mensile spettante, per poi tornare al 100% dal secondo mese in poi, per tutte le successive 11 mensilità del nuovo ciclo.
Come e quando presentare la domanda di rinnovo
Secondo quanto chiarito dall’INPS, la domanda di rinnovo può essere inoltrata esclusivamente a partire dal mese successivo a quello dell’ultimo pagamento ricevuto. Dato che le prime scadenze del ciclo iniziale si concentrano a luglio 2026, le domande potranno essere presentate a decorrere da agosto 2026. Le richieste inviate durante l’ultimo mese di fruizione non verranno elaborate, quindi è importante rispettare la tempistica corretta. Le procedure di rinnovo possono variare in base a eventuali modifiche intervenute nel nucleo familiare rispetto al periodo precedente. Proprio per questo motivo è consigliabile, per chi ha dubbi sulla propria situazione, rivolgersi a un Ente di Patronato, come l’INAPA della Confartigianato, che può fornire assistenza personalizzata nella compilazione e nell’invio della domanda.
Cosa succede dopo il primo rinnovo
La normativa prevede che l’Assegno di Inclusione possa essere rinnovato, previa presentazione della domanda, per ulteriori periodi di 12 mesi, con la stessa modalità già descritta e anche in questo caso la prima mensilità del rinnovo sarà riconosciuta al 50% dell’importo spettante. Non è previsto un numero massimo di rinnovi, purché permangano nel tempo i requisiti richiesti dalla normativa.
Quando l’ADI viene revocato
Esistono alcune condizioni che comportano la revoca immediata del beneficio. Il sostegno viene interrotto se nel nucleo familiare non è più presente almeno un componente considerato “tutelato”, cioè minorenne, disabile, ultrasessantenne o in condizione di svantaggio seguito dai servizi socio-sanitari. L’ADI decade anche in caso di superamento delle soglie ISEE o reddituali previste dalla legge, oppure se la DSU non viene aggiornata a fronte di variazioni nel nucleo familiare. Infine, il beneficio si perde in caso di violazione degli obblighi di attivazione come la mancata presentazione ai Servizi Sociali o al Centro per l’Impiego entro 120 giorni senza un motivo giustificato, il rifiuto di un’offerta di lavoro congrua quando prevista, oppure lo svolgimento di un’attività lavorativa non dichiarata.