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Chi riceve l’assegno unico e ha presentato un ISEE corrente potrebbe trovare a settembre un importo più basso del solito. L’INPS ha infatti avviato una campagna di controlli sulle DSU, le dichiarazioni da cui nasce l’attestazione ISEE. Le famiglie coinvolte riceveranno nei prossimi giorni una comunicazione dell’Istituto. Finché la situazione non viene regolarizzata, l’assegno può essere pagato in misura ridotta, come accade a chi non ha un ISEE valido.

Assegno unico e controlli INPS sull’ISEE corrente: cosa sta succedendo

L’Istituto confronta i dati indicati nelle DSU con le informazioni presenti nei propri archivi. L’attenzione è puntata sulle domande di assegno unico del 2026 collegate a un ISEE corrente. Non tutti i beneficiari sono coinvolti, infatti, le comunicazioni individuali riguarderanno solo le posizioni per cui le verifiche hanno fatto emergere elementi da approfondire. L’ISEE corrente serve quando la situazione della famiglia peggiora rispetto a quella fotografata dall’ISEE ordinario, che guarda a reddito e patrimonio di due anni prima. Permette così di accedere a prestazioni o importi più alti. Nel modulo della DSU però si può sbagliare, anche senza volerlo. Un dato errato può far scattare un importo che non spetta e che andrebbe poi restituito. Per questo l’INPS ha affiancato ai controlli una campagna informativa, che anticipa le lettere individuali e spiega le ragioni dell’intervento e come aggiornare o confermare i dati.

Quanto vale l’importo minimo dell’assegno unico nel 2026

L’importo dell’assegno dipende dalla composizione del nucleo e dalla fascia di ISEE e più l’indicatore è basso, più l’assegno è alto. Nel 2026 il massimo spetta a chi ha un ISEE inferiore a 17.468,51 euro. L’importo minimo va alle famiglie con ISEE oltre 46.582,71 euro e a quelle che non presentano un’attestazione aggiornata. Quest’anno vale 58,30 euro per figlio. Per chi riceve la comunicazione vale la regola dell’ISEE non valido. Secondo l’INPS, fino alla conclusione delle verifiche o all’aggiornamento della documentazione l’importo può essere temporaneamente rideterminato come in assenza di un ISEE valido. Detto in modo semplice, l’assegno può scendere al minimo già con il pagamento di settembre, in attesa che la posizione venga sistemata.

Come regolarizzare l’ISEE e non perdere l’importo spettante

Per aggiornare o correggere i dati si può presentare una nuova DSU con il servizio online dedicato oppure rivolgersi a un CAF. È possibile anche contattare le strutture territoriali dell’INPS e portare i documenti che confermano la correttezza di quanto autocertificato. Una volta regolarizzata la posizione, si torna a ricevere l’importo corretto. Va detto che, secondo quanto riportato dalla stampa, essere selezionati per un controllo non significa essere già colpevoli di qualcosa. È una verifica, non una sanzione.

Passi da seguire ed errori da evitare

Ecco cosa conviene fare appena arriva la comunicazione:

  • leggere con attenzione il messaggio e verificare che arrivi dai canali ufficiali dell’INPS;
  • ricontrollare la DSU, in particolare i redditi indicati e la composizione del nucleo;
  • presentare una nuova DSU o, se i dati sono corretti, portare la documentazione che lo dimostra;
  • conservare ricevute e documenti inviati.

L’errore più comune è aspettare, pensando che il problema si risolva da solo. Finché la posizione non viene aggiornata, l’importo dell’Assegno Unico può restare basso.