Al centro del dibattito in questi giorni è l’adesione all’assicurazione sanitaria integrativa. I lavoratori della scuola avranno tempo fino al 20 settembre 2026 per decidere. Ciò su cui alcuni sindacati e comitati stanno ponendo l’attenzione non è l’invito a non aderire ma a poter fare una scelta consapevole, conoscendo anche tutti gli aspetti sottesi ad una polizza sì gratis e facoltativa, ma che nasconde una serie di conseguenze e riflessioni che non possono essere trascurate. Riportiamo di seguito l’intervento del comitato Evoluzione ATA.
Le domande che possono nascere nel decidere se aderire o meno all’assicurazione sanitaria integrativa
Evoluzione ATA, nella riflessione pubblicata sulla pagina ufficiale facebook, parte da un interrogativo: “Chi paga realmente questa polizza?” Al di là della gratuità della sottoscrizione ciò che ha voluto sottolineare il comitato è come lo stanziamento delle risorse si basi su fondi sottratti al funzionamento delle istituzioni scolastiche che possono essere così sintetizzati:
- 200 milioni: riduzione del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche.
- 60 milioni: riduzione del Fondo speciale di parte corrente attraverso l’accantonamento relativo al MIM.
- 60 milioni: risorse collegate alle economie derivanti dalla modifica delle commissioni dell’Esame di Stato.
Tutto questo per un totale di 320 milioni di euro.
“Una parte consistente delle risorse viene quindi riallocata dal perimetro scolastico verso un servizio assicurativo sanitario gestito da operatori del mercato assicurativo. Ed è qui che la domanda cambia. Non è più soltanto: “Questa polizza mi conviene?” La domanda diventa: Quei soldi avrebbero potuto essere utilizzati per altre priorità ? Più assunzioni? Più risorse direttamente alle scuole? Più fondi per retribuire il lavoro straordinario? Altri interventi a favore del personale e del funzionamento delle istituzioni scolastiche? Si potevano individuare priorità diverse? Su questo ogni lavoratore ha e deve avere piena libertà di coscienza. “
Evoluzione ATA ha poi spostato il focus anche sul modello che sta sempre più prendendo piede, tra previdenza complementare e ora anche l’assicurazione sanitaria integrativa. Sistema, questo, sempre più simile al modello americano, da cui scaturisce un altro interrogativo: “fino a che punto vogliamo trasferire al mercato funzioni che storicamente appartengono al nostro sistema di protezione sociale?”
I quesiti posti dal comitato intendono solo indurre a riflettere, guardando oltre al vantaggio immediato e portando i lavoratori della scuola a compiere una scelta nella piena consapevolezza.
