Sulle problematiche che ruotano intorno agli assistenti tecnici del primo ciclo, e portate alla ribalta i mesi scorsi, sembra essersi aperto un piccolo varco. Ad aver evidenziato alcune criticità era stato in particolare il comitato Evoluzione ATA, che si era fatto portavoce delle condizioni lavorative di questo personale, presentando una relazione alle organizzazioni sindacali per fare in modo che si ottenesse un intervento. A distanza di circa 6 mesi sembrano esserci alcuni segnali. Vediamo di seguito i dettagli.
“Ora chiediamo che sia completato il lavoro”
Divisione delle attività tra più istituzioni scolastiche e più plessi, con continui spostamenti, frammentazione dell’orario, richieste provenienti da più soggetti e una disciplina contrattuale che non appariva costruita sulla specificità del lavoro svolto nel primo ciclo. Questi i punti focali su cui mesi fa Evoluzione ATA ha voluto porre l’attenzione.
Nella relazione inviata alle organizzazioni sindacali in merito alle condizioni di lavoro degli assistenti tecnici si leggeva: “Gli Assistenti Tecnici risultano formalmente assegnati alla scuola polo con un contratto di 36 ore settimanali, ma nella pratica operano su più istituti della rete, spesso con una suddivisione settimanale tra numerose sedi. (…) Ne deriva una gestione frammentata del lavoro, con frequenti richieste provenienti da più Dirigenti Scolastici e DSGA, che comportano spostamenti continui tra plessi anche distanti tra loro.” Con l’occasione la richiesta fu nel senso di inserire in occasione della definizione della parte normativa del CCNL 2025-27, un quadro specifico capace di disciplinare l’organizzazione dell’orario, gli spostamenti, le responsabilità delle scuole coinvolte, le dotazioni necessarie e, soprattutto, i compiti e le funzioni degli Assistenti Tecnici del primo ciclo.
Le rimostranze non sono rimaste inevase, anzi. A distanza di 6 mesi apprendiamo che nella nuova bozza della parte normativa del CCNL per gli Assistenti Tecnici del primo ciclo dovrebbe essere previsto che la giornata lavorativa si svolga di norma in una sola istituzione scolastica e che, qualora sia necessario spostarsi tra scuole o plessi, il tempo necessario al viaggio sia considerato orario di lavoro.
“È un passaggio significativo” – commenta Evoluzione ATA – “Ed è altrettanto significativo constatare che alcune delle criticità che avevamo formalmente rappresentato alle Organizzazioni Sindacali il 7 aprile 2026 trovano oggi spazio nella discussione per il nuovo contratto. (…) Ma il percorso non può considerarsi concluso. Perché nel documento del 7 aprile avevamo posto un’altra questione che riteniamo altrettanto importante: la definizione chiara di compiti, funzioni e mansioni esigibili.
Avevamo segnalato come l’assenza di una disciplina sufficientemente specifica potesse determinare richieste profondamente differenti da un’istituzione scolastica all’altra, fino all’attribuzione di attività la cui riconducibilità al profilo professionale dell’Assistente Tecnico risulta problematica. Ed è particolarmente significativo che oggi questa stessa esigenza emerga anche dalle dichiarazioni sindacali successive all’incontro all’ARAN: viene infatti evidenziata la necessità di arrivare a una più compiuta definizione del profilo professionale, individuando contrattualmente ruolo, funzioni e compiti.”
Il comitato ha quindi ribadito la necessità di fare un ulteriore passo avanti. “Chiediamo pertanto alle Organizzazioni Sindacali di proseguire il confronto affinché il CCNL 2025-2027 non si limiti a regolamentare dove e per quanto tempo debba lavorare l’Assistente Tecnico del primo ciclo, ma stabilisca con altrettanta chiarezza cosa rientra nelle sue funzioni e quali siano i confini delle sue responsabilità . Una disciplina nazionale chiara significa evitare che lo stesso profilo professionale venga utilizzato in maniera differente a seconda della scuola nella quale si presta servizio. Significa tutelare il lavoratore. Significa tutelare le istituzioni scolastiche. Significa soprattutto trasformare una figura nata per rispondere a esigenze specifiche del primo ciclo in un profilo pienamente inserito nell’organizzazione ordinaria della scuola.“
In definitiva la richiesta si fonda ora sul completamento del lavoro, con interventi concreti che davvero tutelino a 360 gradi i lavoratori.