Quando l’Ufficio Scolastico Provinciale pubblica un bollettino delle supplenze da Graduatorie Provinciali per le Supplenze, un docente spera di trovare al suo interno il proprio nominativo. Non trovare il proprio nome tra i destinatari di un contratto può generare frustrazione, oltre a far nascere dei dubbi sulla correttezza dell’intera procedura. Prima di ipotizzare un errore del sistema o dell’amministrazione, è tuttavia indispensabile ricostruire con precisione i passaggi tecnici che guidano l’elaborazione informatica per comprendere quelli che possono essere i motivi dell’esclusione.

Bollettini supplenze e mancata nomina del docente, i controlli da effettuare: verificare la propria posizione in graduatoria e le preferenze espresse

Il primo elemento da analizzare, quando non si è ricevuta la nomina in un bollettino supplenze, riguarda il rapporto tra la propria posizione in graduatoria e la scelta delle 150 preferenze presentate in occasione della domanda. L’algoritmo scorre i candidati nell’ordine del loro punteggio, ma lavora rigorosamente nel rispetto dei vincoli inseriti da ciascun docente. Se al turno del candidato le sedi, i comuni o le tipologie di contratto rimaste libere non corrispondono alle preferenze selezionate nell’istanza, il sistema considera l’aspirante come rinunciatario per le sedi non espresse e passa oltre. Una mancata nomina, quindi, deriva spesso dall’aver ristretto troppo il campo delle sedi gradite o dall’aver escluso determinate tipologie di cattedra come gli spezzoni o i posti annuali al 30 giugno.

Verificare se si è stati scavalcati da candidati con punteggio inferiore

Un secondo controllo consiste nello scorrere la lista dei nominati per verificare i punteggi dei colleghi che hanno ottenuto la cattedra nella medesima classe di concorso o sul sostegno. Qualora si noti che un docente con punteggio inferiore ha ottenuto una supplenza in una scuola indicata tra le proprie preferenze, non si tratta necessariamente di un’anomalia. L’ordinamento prevede, infatti, corsie preferenziali legate alle riserve di posti per categorie protette o alle priorità nella scelta della sede previste dalla legge sulla tutela della disabilità. Tali benefici consentono ad alcuni aspiranti di precedere altri candidati a prescindere dal mero punteggio di graduatoria.

L’istanza di riesame e la richiesta di accesso agli atti

Nel caso in cui, svolti tutti i riscontri, permanga il sospetto di un errore materiale da parte dell’Ufficio Scolastico o di un malfunzionamento del sistema, è possibile attivare strumenti di tutela formale. Il primo passo consiste nell’inviare un reclamo motivato o un’istanza di riesame all’Ufficio Scolastico Provinciale. Qualora si renda necessario visionare i documenti istruttori o i verbali delle lavorazioni per verificare nel dettaglio la legittimità delle attribuzioni, si può inoltrare una richiesta formale di accesso agli atti tramite Posta Elettronica Certificata. In base ai principi generali di trasparenza amministrativa, la scuola o l’ufficio competente è tenuto a rispondere entro il termine di trenta giorni. In presenza di ritardi o mancata risposta nei tempi previsti, l’interessato può inviare un sollecito formale e, se necessario, valutare azioni di ricorso nelle sedi opportune per tutelare la propria posizione lavorativa. Il fatto di essere stati esclusi dai bollettini supplenze GPS non pregiudica la possibilità di ottenere un incarico. L’esaurimento o il capiente utilizzo delle Graduatorie Provinciali apre, infatti, le porte alle convocazioni da Graduatorie di Istituto per le supplenze brevi e agli interpelli.