Il bonus carburante allo studio del Governo comincia a prendere forma, ma restano ancora diversi nodi da sciogliere. Mentre si avvicina la scadenza dell’attuale taglio delle accise sul gasolio, nel centrodestra è in corso un confronto su come sostituire gli sconti generalizzati alla pompa con un aiuto più mirato, destinato a chi è maggiormente colpito dal caro carburanti. Per le famiglie spesso alle prese con spostamenti quotidiani in auto tra lavoro e accompagnamento dei figli, capire chi potrà accedere a questo sostegno è un’informazione utile da capire.

Perché si allarga la platea del bonus carburante

L’obiettivo dell’esecutivo è concentrare le risorse disponibili sulle categorie più esposte al rincaro dei carburanti, superando il meccanismo degli sconti indistinti applicati finora a tutti gli automobilisti. Fino a qualche settimana fa l’ipotesi principale era quella di puntare sui fringe benefit, cioè buoni carburante riconosciuti dalle aziende ai propri dipendenti con redditi più bassi, in particolare a chi utilizza l’auto per motivi di lavoro. Per ogni buono erogato, le imprese avrebbero potuto beneficiare di un credito d’imposta pari alla spesa sostenuta.

Un meccanismo di questo tipo, però, avrebbe escluso automaticamente milioni di lavoratori non dipendenti. Da qui la posizione del vicepremier Matteo Salvini, che ha chiesto di non limitare l’agevolazione ai soli dipendenti, includendo anche il lavoro autonomo e le partite IVA. Il Governo starebbe quindi valutando uno strumento specifico anche per questa platea, eventualmente sotto forma di agevolazione fiscale, anche se il provvedimento non ha ancora una struttura definita.

Quali criteri per accedere al bonus e cosa succede nel frattempo

Resta aperto anche il tema dei criteri economici per l’accesso al sostegno. L’ipotesi di utilizzare esclusivamente l’ISEE come parametro non convince fino in fondo la Lega, che teme possa finire per avvantaggiare sempre gli stessi nuclei familiari. Al momento non esiste quindi né una soglia ISEE ufficiale né un limite di reddito definito per accedere all’eventuale bonus. Tra le opzioni ancora sul tavolo figurano anche un aumento del tetto massimo dei fringe benefit e un credito d’imposta che permetta alle aziende di recuperare più rapidamente i costi sostenuti per i buoni carburante ai dipendenti.

In attesa di un accordo definitivo sul nuovo bonus, il Governo dovrà comunque gestire la scadenza imminente dello sconto sulle accise del gasolio. Le risorse individuate, legate al maggior gettito IVA registrato ad agosto, sembrerebbero sufficienti soltanto per una proroga di quattro o cinque giorni degli sconti attualmente in vigore, in attesa che il confronto tra Ministero dell’Economia e Ragioneria generale dello Stato individui le coperture necessarie per il provvedimento più strutturato.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

La direzione politica sembra comunque abbastanza definita, vista la volontà di superare gradualmente gli sconti generalizzati alla pompa per concentrare gli aiuti su una platea più ristretta e selezionata. Restano da chiarire due aspetti fondamentali, ovvero chi rientrerà effettivamente tra i beneficiari e quale sarà l’importo concreto del nuovo bonus carburante. Per le famiglie e i lavoratori della scuola che utilizzano l’auto per raggiungere l’istituto o accompagnare i figli, la raccomandazione resta quella di monitorare gli sviluppi nei prossimi giorni, in particolare l’eventuale proroga della riduzione delle accise sul gasolio, che potrebbe evitare un aumento immediato dei prezzi proprio nei giorni dell’avvio dell’anno scolastico.