È online il bando Bonus Cicogna 2026 INPS, il contributo economico riconosciuto dall’INPS per i bambini nati o adottati nel 2025. L’importo previsto è di 500 euro, ma non si tratta di una misura rivolta a tutte le famiglie. Il beneficio è riservato, infatti, a una platea specifica collegata al Gruppo Poste Italiane, alla Gestione Postelegrafonici e al Fondo ex IPOST. Per l’edizione 2026 sono previsti 960 contributi, assegnati attraverso una graduatoria. La domanda deve essere presentata esclusivamente online. La finestra è già aperta e c’è tempo fino alle ore 12 del 30 ottobre 2026.

Bonus Cicogna 2026: a chi spettano i 500 euro

Il Bonus Cicogna 2026 è destinato ai bambini nati o adottati durante l’anno solare 2025, ma il soggetto che presenta la domanda deve rientrare nella platea prevista dal bando. Possono partecipare:

  • i dipendenti del Gruppo Poste Italiane Spa sottoposti alla trattenuta mensile dello 0,40%;
  • i dipendenti iscritti alla Gestione Postelegrafonici, anch’essi soggetti alla trattenuta prevista dalla normativa;
  • i pensionati già dipendenti del Gruppo Poste Italiane;
  • i pensionati già dipendenti IPOST.

L’INPS precisa che il concorso è collegato alla Gestione Postelegrafonici e al Fondo ex IPOST e viene pubblicato annualmente per sostenere la nascita o l’adozione di figli. Il beneficiario del contributo è invece il bambino o l’orfano nato o adottato nel 2025. Nel caso delle adozioni, rileva la data del provvedimento con cui l’autorità italiana competente ha disposto o riconosciuto l’adozione.

Non è quindi sufficiente avere avuto un figlio nel 2025 per ottenere automaticamente il contributo. È necessario appartenere alla categoria prevista dal bando e presentare regolarmente la domanda.

Domanda Bonus Cicogna 2026: come presentarla e quando scade

La domanda per il Bonus Cicogna INPS può essere trasmessa dalle ore 12 del 1° settembre alle ore 12 del 30 ottobre 2026. L’INPS ha stabilito che la procedura sia effettuata esclusivamente per via telematica attraverso il Portale prestazioni welfare. Per accedere al servizio è necessario utilizzare le proprie credenziali, tra cui SPID, CIE o CNS. La procedura richiede anche l’indicazione di un IBAN sul quale ricevere l’eventuale contributo. Per ogni figlio nato o adottato nel 2025 deve essere presentata una domanda distinta.

Questo significa che, nel caso di più figli interessati dalla misura, non è sufficiente una sola richiesta cumulativa. Per le adozioni perfezionate nel 2025, inoltre, deve essere allegato il provvedimento dell’autorità italiana competente, secondo le modalità indicate nel bando.

Un’attenzione particolare va riservata alla domanda già inviata: una volta trasmessa e protocollata, non può essere semplicemente modificata. In caso di errore, è possibile presentare una nuova domanda entro il termine previsto e l’INPS considera l’ultima richiesta validamente ricevuta.

Bonus Cicogna, come funziona la graduatoria e perché serve l’ISEE

Il Bonus Cicogna 2026 non viene riconosciuto a tutti coloro che possiedono i requisiti. L’INPS ha previsto infatti un numero massimo di 960 contributi da 500 euro. Per questo motivo viene predisposta una graduatoria.

Uno degli elementi utilizzati per determinare la posizione è il valore ISEE del nucleo familiare nel quale è presente il beneficiario. L’INPS acquisisce il dato direttamente dai propri archivi, ma è necessario che sia stata presentata la DSU utile al rilascio dell’attestazione ISEE prima dell’invio della domanda.

In caso di valori ISEE differenti, la graduatoria privilegia il nucleo con l’indicatore più basso. In caso di parità entrano in gioco gli ulteriori criteri previsti dal bando, tra cui l’anzianità di iscrizione alla gestione. È quindi importante non aspettare gli ultimi giorni per presentare la richiesta e, soprattutto, verificare che la situazione ISEE sia già disponibile.

L’INPS effettua inoltre controlli sulla veridicità delle dichiarazioni rese nella domanda. In presenza di dichiarazioni non veritiere possono scattare la revoca del beneficio e la restituzione delle somme eventualmente già ricevute, oltre alle conseguenze previste dalla normativa.

Per chi ritenga che la propria posizione sia stata determinata in modo errato, il bando prevede la possibilità di presentare una istanza di riesame nei termini indicati dall’INPS dopo la pubblicazione della graduatoria.

La scadenza da ricordare, per chi rientra nella platea del concorso, è dunque una sola: 30 ottobre 2026 alle ore 12. Il contributo non deve essere confuso con il Bonus nuovi nati, che ha una platea e requisiti differenti. L’INPS mantiene infatti le due prestazioni come misure distinte.