Le famiglie italiane, comprese quelle con figli a scuola alle prese con spese quotidiane sempre più pesanti, potranno contare su un nuovo sostegno contro il caro bollette, il Bonus sociale energia plus. La misura non partirà subito, bensì bisognerà aspettare il 2028, perché l’aiuto è pensato per bilanciare gli effetti di una nuova tassa europea sulle emissioni di CO2 che dal quel momento riguarderà anche riscaldamento e trasporti. A illustrare i dettagli è stato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, spiegando come funzionerà il nuovo bonus e a chi sarà destinato. Il provvedimento fa parte di un piano messo a punto dal governo per attutire l’impatto della nuova normativa europea sui bilanci familiari.
Bonus energia plus: cos’è e a chi è rivolto
Il Bonus sociale energia plus nasce per accompagnare l’entrata in vigore dell’Ets2, il nuovo sistema europeo che, a partire dal 2028, estenderà il pagamento delle emissioni di CO2 anche ai combustibili usati per riscaldare gli edifici e per il trasporto su strada. Il costo non sarà versato direttamente dalle famiglie, ma dai fornitori di combustibili, con il rischio concreto che una parte di quella spesa venga scaricata sui prezzi di benzina, gasolio e riscaldamento domestico.
Per compensare questo effetto, il governo ha previsto una dotazione complessiva di 1,34 miliardi di euro tra il 2028 e il 2031, destinata ai nuclei familiari con un Isee non superiore a 25mila euro. Secondo le stime, la platea potenziale è di circa quattro milioni di famiglie ogni anno. Non dovrebbe servire alcuna domanda né la partecipazione a un click day, in quanto il funzionamento dovrebbe ricalcare quello dell’attuale bonus sociale, con il beneficio che comparirà automaticamente in bolletta come riduzione della tariffa elettrica per chi ha i requisiti.
Quanto vale il bonus e le altre misure collegate
L’importo del bonus non sarà uguale per tutte le famiglie beneficiarie. Il Piano prevede infatti che il sostegno venga calcolato tenendo conto della situazione economica del nucleo, della zona climatica di residenza e dell’effettiva esposizione ai maggiori costi generati dall’Ets2, di conseguenza chi vive in zone più fredde, dove il fabbisogno di energia per riscaldarsi è più alto, potrebbe risentire in modo più marcato del nuovo prezzo della CO2. Facendo un calcolo puramente indicativo, dividendo 1,34 miliardi di euro per quattro milioni di famiglie e per i quattro anni di applicazione della misura, si ottiene un valore medio teorico di circa 84 euro l’anno per nucleo familiare. Non significa però che tutti riceveranno questa cifra, infatti come già detto, c’è chi potrebbe ottenere un importo più alto e chi uno più basso, in base ai criteri di modulazione che verranno definiti nei prossimi provvedimenti attuativi.
I 95 milioni per potenziare i contatori delle famiglie vulnerabili
Accanto al bonus in bolletta, il Piano stanzia altri 95,2 milioni di euro tra il 2027 e il 2032 per aumentare la potenza dei contatori elettrici di circa 865mila famiglie vulnerabili, con contributi che potranno coprire fino al 100% dei costi ammissibili per l’incremento della potenza contrattuale e per gli eventuali adeguamenti dell’impianto elettrico domestico. La ragione è che la classica fornitura da 3 kW, molto diffusa nelle case italiane, rischia di non bastare più quando in un’abitazione arrivano pompa di calore, piano a induzione, boiler elettrico, climatizzatori o un’auto elettrica da ricaricare. Questi fondi non servono quindi ad acquistare i nuovi elettrodomestici, ma a rimuovere un ostacolo tecnico ed economico che spesso frena il passaggio verso un’abitazione più elettrificata.
Le due misure fanno parte di un pacchetto molto più ampio, il Piano sociale per il clima, che mobilita complessivamente circa 9,35 miliardi di euro, di cui circa 7 miliardi provenienti dal Fondo sociale europeo per il clima e oltre 2,3 miliardi di cofinanziamento nazionale. All’interno del Piano, oltre 3,2 miliardi sono destinati alla riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale pubblica e degli immobili delle microimprese vulnerabili, mentre circa 4,6 miliardi riguardano la mobilità sostenibile, tra potenziamento del trasporto pubblico e il nuovo conto mobilità . Il documento, dopo il via libera del Consiglio dei ministri del 4 agosto, è stato inviato alla Commissione europea il 6 agosto: solo al termine del confronto con Bruxelles, e con i successivi decreti attuativi, si conosceranno con precisione importi definitivi, requisiti e modalità di accesso alle singole agevolazioni.