Ogni anno lo Stato mette a disposizione delle famiglie una serie di bonus che restano in gran parte inutilizzati, semplicemente perché pochi ne conoscono l’esistenza. Secondo i dati disponibili, meno del 30% degli aventi diritto riesce effettivamente ad accedere a queste agevolazioni, spesso per la scarsa informazione o per un ISEE non aggiornato in tempo. Un problema che riguarda anche le famiglie del mondo scuola tra genitori, docenti e personale ATA, che potrebbero avere diritto a sconti su tasse, affitti o spese quotidiane senza saperlo.
Bonus 2026 poco richiesti: il quadro generale
La ragione principale per cui molte di queste misure restano sottoutilizzate è legata al meccanismo stesso di accesso. La maggior parte dei bonus è collegata alla situazione economica del nucleo familiare, certificata attraverso la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), da cui deriva l’ISEE. In alcuni Comuni le agevolazioni scattano in automatico con la presentazione della dichiarazione, ma in molti altri casi serve una domanda specifica, spesso da presentare a uffici diversi. Presentare l’ISEE a inizio anno è quindi il primo passo per non restare esclusi dai benefici previsti per il 2026.
I bonus meno conosciuti da conoscere per il 2026
Tra le agevolazioni più trascurate c’è il Bonus Tari, la riduzione sulla tassa dei rifiuti riservata alle famiglie con ISEE fino a 9.530 euro, soglia che sale a 20.000 euro per i nuclei con almeno quattro figli a carico. In alcuni Comuni lo sconto è automatico con il DSU, in altri richiede una domanda specifica all’Ufficio Tributi, e va comunque rinnovato ogni anno con l’aggiornamento dell’ISEE. Per le famiglie con figli più grandi può essere utile il bonus affitto giovani, una detrazione fiscale pensata per gli under 31 che vanno a vivere da soli, con un reddito complessivo non superiore a 15.458,12 euro, si possono infatti, recuperare fino a 2.000 euro all’anno per i primi quattro anni di locazione, indicando canoni e dati del contratto direttamente nella dichiarazione dei redditi.
Chi ha animali domestici, invece, può beneficiare di uno sconto fiscale del 19% sulle spese veterinarie, applicato sulla parte eccedente una franchigia di 129,11 euro, fino a un tetto di spesa di circa 550 euro. Anche in questo caso serve conservare fatture e ricevute con pagamento tracciabile. Due misure più contenute ma comunque utili sono il bonus vista, un voucher una tantum da 50 euro per l’acquisto di occhiali o lenti a contatto correttive, e il bonus acqua potabile, un credito d’imposta del 50% per l’installazione di sistemi di filtraggio o mineralizzazione dell’acqua del rubinetto, con un tetto di spesa di 1.000 euro per i privati e un rimborso massimo di 500 euro.
ISEE aggiornato: come non perdere questi bonus
Il filo conduttore di tutte queste agevolazioni resta lo stesso, cioè che senza un ISEE aggiornato, molte domande non possono nemmeno essere presentate. Per non arrivare in ritardo, conviene tenere a mente alcuni passaggi pratici:
- presentare la DSU a inizio anno, così da avere l’attestazione pronta prima delle scadenze dei singoli bonus;
- verificare presso il proprio Comune se l’agevolazione richiesta (come il Bonus Tari) scatta automaticamente o richiede una domanda separata;
- conservare sempre documentazione e ricevute tracciabili per i bonus da inserire in dichiarazione dei redditi, come quello per le spese veterinarie;
- rispettare le scadenze specifiche, come il 28 febbraio dell’anno successivo per comunicare all’Agenzia delle Entrate l’acquisto legato al bonus acqua potabile.
