Dal 2027 cambia il bonus trasporti e al posto del vecchio voucher da 60 euro è previsto un conto di mobilità che può arrivare a 400 euro l’anno per chi ha un ISEE entro 20mila euro. La misura interessa studenti, pendolari, lavoratori e famiglie che ogni giorno usano bus, tram, metro e treni regionali. Non ci sarà un click day, ma una graduatoria a punteggio e proprio per questo va chiarito subito che le regole definitive dipendono dal decreto attuativo e per ora non si può presentare nessuna domanda.
Bonus trasporti 2027: cos’è il conto di mobilità e a chi è rivolto
Il conto di mobilità prende il posto del voucher delle edizioni passate. È un credito personale che può arrivare a 400 euro l’anno e rientra nel Piano sociale per il clima. Viene caricato su un portafoglio digitale intestato al beneficiario e si usa per biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale e regionale, su gomma e su ferro. L’importo non è uguale per tutti, ma sono previsti tre livelli di sostegno da 100, 200 o 400 euro l’anno. Secondo le stime riportate, la platea è di circa 1,65 milioni di persone l’anno, soprattutto pendolari, studenti e lavoratori di famiglie a basso reddito. La misura dovrebbe restare attiva dal 2027 al 2032.
Come funziona la graduatoria: ISEE, distanza e altri punti
Le domande verranno raccolte e poi il governo stilerà una graduatoria, con un punteggio da 0 a 100 per ogni richiedente. Il peso maggiore è dell’ISEE. Sotto i 10mila euro si parte da 60 punti, si scende a 45 sotto i 15mila e a 25 tra 15mila e 20mila. Oltre i 20mila euro si resta fuori. Contano poi la distanza tra casa e scuola o lavoro, con più punti per i tragitti lunghi, e altri fattori fino a 20 punti, come non possedere un’auto o aver avuto di recente un abbonamento. Secondo le ricostruzioni, chi non raggiunge 35 punti non riceve il bonus in prima battuta, salvo scorrimenti della graduatoria. Alcune categorie, come persone con disabilità e caregiver familiari, avrebbero invece 100 punti diretti. Sono dettagli da confermare quando uscirà il decreto.
Quando e come fare domanda: cosa manca ancora
Il punto debole è il calendario. Il decreto attuativo nazionale è atteso entro marzo 2027 e solo dopo la sua pubblicazione si apriranno i canali telematici per le richieste. Per la gestione dovrebbe nascere una piattaforma dedicata, la Piattaforma della Mobilità Ecosolidale, con QR code provvisori in attesa che vada a regime. Il bonus, inoltre, non dovrebbe essere cumulabile con altre sovvenzioni locali. Chi ha bisogno di un aiuto adesso deve guardare altrove. Nel 2026 non è attivo un bonus trasporti nazionale, restano solo iniziative di Regioni e Comuni con regole proprie, e alcune hanno già chiuso per esaurimento dei fondi. Nell’attesa ci si può preparare senza fatica:
- ISEE aggiornato: secondo quanto riportato, conterà quello rilasciato nel 2027, quindi conviene fare la DSU appena possibile;
- dati che pesano sui punti: distanza casa-scuola o lavoro, auto presenti in famiglia, abbonamenti passati (conservate le ricevute);
- fonti ufficiali: la domanda si potrà fare solo dopo il decreto, quindi diffidate di siti che promettono richieste anticipate.
