Il decreto legge N. 170 del 30 settembre 2026 intende rimodellare le procedure per l’assegnazione del sostegno e la redazione del PEI (Piano educativo individualizzato) per gli alunni con disabilità riconfermati nella medesima scuola. La norma fissa a giugno il termine per l’approvazione del PEI definitivo e per la quantificazione motivata delle ore di sostegno necessarie, superando il vecchio meccanismo basato su una semplice proposta estiva. Si tratta di una scelta che incide in modo diretto sull’organizzazione degli uffici e sulle garanzie per le famiglie, ma che spalanca al contempo interrogativi pedagogici e gestionali complessi.
Sostegno, analisi del nuovo PEI: la svolta sulle ore e il ruolo dell’Ufficio scolastico
Come illustrato dall’avvocato Walter Miceli, la novità legislativa sul PEI e le ore di sostegno porta con sé un cambiamento di significato di notevole portata per la tutela dei diritti degli studenti. Sostituendo il termine “proposta” con “definizione” nell’articolo 7 del decreto legislativo 66/2017, la legge attribuisce alle decisioni del Gruppo di Lavoro Operativo un valore vincolante nei confronti dell’amministrazione scolastica. L’Ufficio Scolastico Regionale perde così il margine discrezionale di ridimensionare le risorse assegnate, assumendo un compito puramente esecutivo nel recepire le ore stabilite dal gruppo operativo. Questa scelta rafforza la continuità delle tutele in linea con l’orientamento espresso dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza N. 12704 del 5 maggio 2026, la quale ha riconosciuto pieno rilievo alle valutazioni del gruppo di lavoro formulate già prima dell’inizio del nuovo anno scolastico.
Distinguere le risorse economiche dalla programmazione didattica
La rigidità del nuovo calendario rischia tuttavia di confliggere con la natura essenzialmente dinamica dell’insegnamento e dell’inclusione. Se da un lato la quantificazione delle risorse entro l’estate garantisce un quadro di certezze economiche e la valutazione prioritaria delle ore dell’anno precedente, dall’altro la didattica richiede adeguamenti continui. Il legale dell’Anief ha evidenziato come sia indispensabile separare la stima dell’organico dalla reale progettazione educativa. Con il passaggio da un anno all’altro mutano, infatti, i compagni di classe, il corpo docente, i punti di forza dell’alunno e gli stessi traguardi di apprendimento. Bloccare il documento a giugno e limitare le modifiche autunnali alle sole prime due settimane di ottobre, condizionando ogni ritocco successivo a sopravvenute condizioni cliniche, rischia di ingessare un percorso che dovrebbe evolvere quotidianamente.
L’incognita della partecipazione delle famiglie e la gestione della transizione
Un’ulteriore nota di preoccupazione sollevata da Evelina Chiocca, presidente della Federazione Osservatorio 182, riguarda la disposizione che consente al gruppo operativo di approvare il PEI anche qualora una delle sue componenti non sia presente, purché sia stata regolarmente convocata. Questa norma rischia di indebolire la centralità e l’alleanza con i genitori, la cui presenza attiva costituisce un pilastro dell’inclusione scolastica. Sul piano operativo immediato, la presidente dell’Osservatorio 182 ha sottolineato una criticità inevitabile: le scuole si trovano oggi ad applicare il decreto senza disporre di un PEI approvato nel mese di giugno precedente. In assenza di nuove circolari esplicative del Ministero, gli istituti stanno proseguendo con le procedure ordinarie, convocando i gruppi di lavoro per chiudere i documenti entro la consueta data del 30 ottobre. Il dibattito resta, quindi, aperto in vista della conversione in legge, dove si auspicano correttivi capaci di bilanciare la certezza dei posti con la flessibilità educativa necessaria in classe.