Carta dedicata a te: le famiglie stanno aspettando di sapere cosa cambia per il 2026. Il bonus spesa da 500 euro, destinato ai nuclei con ISEE fino a 15.000 euro, quest’anno ha un passaggio in più rispetto al solito. Manca ancora il decreto che stabilisce quante carte potranno essere effettivamente assegnate e come verranno distribuite tra i territori. Per molte famiglie con figli a scuola, spesso tra le prime beneficiarie di questo tipo di sostegno, si tratta di un’informazione da monitorare, soprattutto in vista delle spese di inizio anno scolastico.

Come funziona la Carta dedicata a te e chi può riceverla

A differenza di altre misure di sostegno, per la Carta dedicata a te non serve presentare domanda, perché il contributo viene erogato in automatico a chi ha i requisiti. Il meccanismo si basa su uno scambio di dati tra INPS, Comuni e Poste Italiane. L’INPS individua per ogni territorio i nuclei familiari potenzialmente beneficiari, con un ISEE fino a 15.000 euro, partendo da chi ha già i requisiti di priorità previsti dalla norma. Tra i criteri che determinano la posizione in graduatoria ci sono:

  • La presenza di almeno tre componenti nel nucleo familiare;
  • La presenza di un componente nato entro il 31 dicembre 2012, di uno nato entro il 31 dicembre 2008, oppure un indicatore ISEE più basso rispetto ad altri nuclei;
  • Vengono esclusi, invece, i nuclei che già ricevono altre forme di sostegno con finalità simili.

Una volta stilata la prima lista, sono gli enti territoriali a confermare i dati in loro possesso, l’INPS consolida quindi le graduatorie definitive e le trasmette a Poste Italiane, mentre i Comuni si occupano di informare le famiglie sull’esito. Per il 2026 la misura può contare su due nuove annualità, finanziate dall’ultima legge di Bilancio con uno stanziamento complessivo di 500 milioni di euro. Lo scorso anno i nuclei beneficiari erano stati circa 1,1 milioni, ma per quest’anno il numero preciso resta ancora da stabilire.

Il nodo del decreto direttoriale e i tempi per ottobre

La vera novità del 2026 riguarda proprio la definizione del numero di carte da assegnare. Diversamente dal passato, il provvedimento attuativo non ha già fissato questo dato e servirà un decreto direttoriale specifico, che dovrà indicare sia il totale complessivo dei bonus sia la loro ripartizione tra i vari territori. Questo passaggio aggiuntivo comporta, di fatto, un rischio concreto di allungamento dei tempi rispetto alle edizioni precedenti della misura.

Il decreto avrebbe dovuto essere adottato entro il 2 settembre, ovvero trenta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo. Da momento in cui sarà adottato partirà una sequenza di scadenze serrata. L‘INPS avrà 30 giorni di tempo per elaborare le graduatorie provvisorie, i Comuni 20 giorni per confermarle con i propri dati. Infine l’INPS avrà altri 10 giorni per consolidare gli elenchi definitivi e inviarli a Poste Italiane. Solo al termine di questo percorso le famiglie riceveranno la comunicazione ufficiale dell’assegnazione.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Rispettare questa scansione temporale sarà determinante per mantenere l’obiettivo, cioè iniziare l’erogazione del bonus spesa a partire da ottobre. Il totale dei fondi viene ripartito per il 50% in base alla popolazione residente in ciascun Comune e per il restante 50% in base alle condizioni economiche del territorio stesso. Il criterio è pensato per tenere conto sia della dimensione demografica sia del livello di disagio economico locale. Per le famiglie interessate, in questa fase non c’è nulla da fare se non attendere. Non essendo prevista una domanda, l’unica cosa utile è verificare periodicamente le comunicazioni ufficiali del proprio Comune, che sarà l’ente incaricato di informare i nuclei beneficiari una volta chiuso l’intero iter. Chi ha già ricevuto la carta dedicata a te negli anni scorsi, avendo mantenuto gli stessi requisiti ISEE e di composizione familiare, ha buone probabilità di riaverla. La conferma arriverà solo al termine del percorso appena descritto.