Per migliaia di famiglie, molte delle quali con figli a scuola, la carta dedicata a te 2026 è un aiuto indispensabile per affrontare la spesa quotidiana. Tuttavia il bonus, che dovrebbe arrivare a partire da ottobre, rischia di slittare a causa di un ritardo burocratico che sta bloccando l’intero meccanismo di assegnazione. Il problema riguarda un decreto che il Ministero dell’Agricoltura avrebbe dovuto firmare entro inizio settembre e che, al momento, non risulta ancora pubblicato. Senza quel provvedimento, INPS, Comuni e Poste Italiane non possono avviare le procedure necessarie per far arrivare la prepagata nelle mani dei beneficiari.
Carta dedicata a te 2026: cos’è e come funziona il bonus spesa
La carta dedicata a te è un bonus spesa da 500 euro, giunto al terzo anno di applicazione, riconosciuto in automatico alle famiglie con un ISEE fino a 15.000 euro che si trovano in condizioni di priorità nel proprio territorio di residenza. Non si tratta di una misura strutturale, ma è stata rinnovata anno dopo anno grazie a stanziamenti specifici in Legge di Bilancio. Per il 2026 le risorse messe a disposizione ammontano a un miliardo di euro complessivo, da distribuire su due annualità .
Come già avvenuto in passato, i dettagli operativi della misura, dai requisiti ai tempi di erogazione, sono stati definiti con un decreto attuativo dedicato. Le famiglie non devono presentare alcuna domanda, perché è l’INPS a individuare la platea dei potenziali beneficiari, i Comuni a verificare e confermare le graduatorie, e infine l’Istituto a trasmettere i dati a Poste Italiane, che si occupa materialmente di attivare le prepagate e le ricariche per chi ne aveva già usufruito.
Perché l’accredito rischia di slittare rispetto a ottobre
Il meccanismo che porta la carta dedicata a te nelle case delle famiglie beneficiarie può richiedere fino a 60 giorni. Ma quest’anno il conto alla rovescia non è ancora scattato. Manca un passaggio fondamentale, ovvero il numero complessivo di bonus spesa da assegnare e la relativa ripartizione tra i vari Comuni.
Il decreto in ritardo del Ministero dell’Agricoltura
Secondo la tabella di marcia fissata dal decreto attuativo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 agosto, il Ministero dell’Agricoltura avrebbe dovuto emanare entro 30 giorni, quindi entro il 2 settembre, un provvedimento direttoriale con il numero di carte da distribuire in ogni Comune. A oggi, però, quel testo non risulta ancora approvato e sul sito del Ministero non sono comparsi comunicati ufficiali sul tema. Gli stessi Comuni, sulle proprie pagine dedicate all’iniziativa, dichiarano di non conoscere ancora la cifra delle prepagate che verranno assegnate ai residenti.
Le tappe dell’iter e le scadenze da tenere d’occhio
Senza il via libera del Ministero, non può partire lo scambio di informazioni tra INPS, Comuni e Poste Italiane. Ogni giorno di ritardo si somma ai successivi. Ecco, in sintesi, i passaggi previsti e i tempi tecnici stabiliti dal decreto:
- Decreto direttoriale del Ministero dell’Agricoltura: entro 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo (scadenza teorica: 2 settembre);
- Graduatorie provvisorie dell’INPS: entro 30 giorni dalle indicazioni ministeriali;
- Conferma delle graduatorie da parte dei Comuni: entro 20 giorni;
- Consolidamento delle liste e invio dei dati a Poste Italiane: entro 10 giorni, a cura dell’INPS.
Se ogni fase dovesse utilizzare tutto il tempo tecnico a disposizione, la carta dedicata a te 2026 potrebbe arrivare alle famiglie a metà novembre. Un ritardo che avrebbe ripercussioni anche sulle scadenze che gli stessi beneficiari sono tenuti a rispettare, a partire dal termine del 16 dicembre, entro cui è necessario attivare la carta con un primo pagamento. Per le famiglie con figli a scuola, che spesso destinano questo tipo di aiuti proprio alle spese scolastiche e alimentari dei più piccoli, è importante tenere d’occhio gli aggiornamenti nelle prossime settimane.