Una nuova sentenza conferma l’orientamento della giurisprudenza in merito al diritto dei docenti precari di usufruire della Carta del docente. Il Tribunale del lavoro di Modena, infatti, ha accolto il ricorso presentato da un insegnante assistito dai legali Anief, riconoscendogli il diritto a percepire il beneficio economico previsto per la formazione professionale anche durante gli anni di supplenza. Il giudice ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito ad attribuire al docente 2.000 euro, corrispondenti ai quattro anni scolastici dal 2020/2021 al 2023/2024, nei quali l’insegnante aveva svolto incarichi annuali fino al 30 giugno o al 31 agosto. Alla somma dovranno aggiungersi anche gli interessi o la rivalutazione monetaria, calcolati dalla data in cui il beneficio avrebbe dovuto essere riconosciuto fino all’effettivo pagamento.
Carta del docente anche ai supplenti: perché il Tribunale di Modena ha accolto il ricorso
Nelle motivazioni della sentenza, il Tribunale di Modena ha evidenziato come l’articolo 1, comma 121, della legge 107/2015, nella parte in cui limita la Carta del docente ai soli insegnanti di ruolo, debba essere disapplicato perché incompatibile con il diritto dell’Unione europea. Secondo il giudice, la norma italiana contrasta con la clausola 4 dell’Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, che vieta trattamenti discriminatori tra lavoratori a tempo determinato e personale assunto a tempo indeterminato quando svolgono le stesse mansioni.
Il richiamo alla Corte di Giustizia europea e al Consiglio di Stato
La decisione richiama espressamente l’ordinanza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 18 maggio 2022 (causa C-450/21), con la quale è stato affermato che il bonus annuale di 500 euro destinato alla formazione dei docenti non può essere riservato esclusivamente agli insegnanti di ruolo. Inoltre, il Tribunale ha richiamato la sentenza n. 1842/2022 del Consiglio di Stato, che aveva già ritenuto irragionevole l’esclusione dei supplenti dalla Carta docente. Secondo i giudici amministrativi, tale scelta viola i principi di uguaglianza, il buon andamento della pubblica amministrazione e il principio di non discriminazione, superando l’idea di una formazione “a doppio binario” tra personale stabile e personale precario. Nella sentenza si ricorda anche come la successiva giurisprudenza della Corte di Cassazione non abbia fatto altro che consolidare questo orientamento, riconoscendo il diritto alla Carta del docente anche ai supplenti con incarico annuale o fino al termine delle attività didattiche.
Pacifico (Anief): “Si possono recuperare fino a 3.500 euro”
Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, ha commentato la sentenza del Tribunale di Modena sottolineando come i giudici stiano continuando ad applicare i principi già affermati dalla Corte di Giustizia europea e dal Consiglio di Stato. Chi non ha ancora richiesto il riconoscimento della Carta docente può valutare di presentare ricorso per recuperare gli importi spettanti. Il presidente del sindacato, tuttavia, ha ricordato come occorra rispettare i termini di prescrizione (facendo riferimento agli ultimi cinque anni) e che il recupero può arrivare fino a 3.500 euro, oltre agli interessi.