Quando lo stipendio non corrisponde a quanto atteso, o non arriva affatto, esiste un percorso preciso da seguire prima di rivolgersi a un giudice. Non basta segnalare l’errore in modo informale: ogni passaggio ha una sua funzione, compresa la tutela del diritto a recuperare le somme dovute nel tempo. L’argomento è stato sollevato in questi giorni, per via degli aumenti stipendiali del comparto scuola, che sembrano non risultare dagli importi netti visibili. L’Avvocato Maria Rosaria Altieri, in un webinar sul canale YouTube di Scuola Informa, spiega la procedura da seguire in caso di errori nel cedolino.
Errore nel cedolino, qual è il percorso corretto da seguire?
La prima cosa da fare è controllare il cedolino, spiega l’Avvocato. Se emergono anomalie si può aprire un ticket tramite l’area riservata di NoiPA, descrivendo con precisione l’errore e allegando il cedolino e la documentazione utile. Se il problema riguarda i conteggi conviene sempre far controllare da un sindacato o da un consulente del lavoro la correttezza degli importi.
Successivamente, se l’errore non viene corretto entro un termine ragionevole, il lavoratore può inviare una diffida scritta (preferibilmente tramite PEC o raccomandata A/R) all’amministrazione competente. La diffida è utile anche per interrompere la prescrizione del credito retributivo.
Se il pagamento continua a essere errato o viene negato, sarà necessario rivolgersi al Tribunale del lavoro.
Le quattro tappe in sintesi
| Fase | Cosa fare |
|---|---|
| 1. Controllo del cedolino | Verificare voci, importi e confronto con le competenze spettanti |
| 2. Ticket su NoiPA | Segnalazione formale con descrizione dell’errore e documentazione allegata |
| 3. Diffida scritta | Invio via PEC o raccomandata A/R, utile anche a interrompere la prescrizione |
| 4. Ricorso al Tribunale del lavoro | Ultima fase, se il pagamento resta errato o negato |
Perché la diffida non va saltata
Il passaggio della diffida non è solo una formalità : senza una richiesta scritta e documentata, il lavoratore rischia di perdere la possibilità di dimostrare, in un eventuale giudizio, di aver sollecitato l’amministrazione entro i tempi previsti. Per questo motivo, prima di procedere con un ricorso, conviene sempre verificare con il proprio sindacato o un consulente del lavoro se l’importo contestato è effettivamente errato, evitando così contenziosi basati su un semplice fraintendimento delle voci in busta paga.
