Il servizio prestato nelle scuole dei comuni montani potrebbe presto valere qualche punto in più nelle graduatorie. Lo ha annunciato il Ministero dell’Istruzione e del Merito durante l’informativa sindacale del 22 settembre, presentando una bozza di decreto che introduce una valorizzazione aggiuntiva per il personale docente e ATA in servizio nei plessi situati in queste aree. La misura nasce dalla legge 12 settembre 2025, n. 131, e dalla successiva individuazione dei comuni classificati come montani. Per docenti e personale ATA che lavorano in questi territori, si tratta di una novità da seguire, anche se il decreto è ancora in fase di bozza e potrà subire modifiche.

Cosa prevede la bozza di decreto sui comuni montani

L’impostazione scelta dal Ministero riprende, con gli opportuni adattamenti, il modello già utilizzato per il riconoscimento del servizio prestato nelle piccole isole. Per il personale docente, la proposta prevede l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo di circa sei punti per anno scolastico, a fronte di un servizio effettivamente svolto nei plessi dei comuni montani per almeno 180 giorni, di cui 120 di attività didattica.

In caso di cinque anni di servizio continuativo, sempre alle stesse condizioni, il punteggio aggiuntivo salirebbe a dieci punti complessivi, mentre per ogni anno ulteriore oltre il quinquennio sarebbero riconosciuti altri tre punti. Un aspetto sottolineato dall’Amministrazione riguarda proprio il requisito del servizio effettivo, dove la sola copertura contrattuale, senza un servizio realmente prestato nei periodi indicati, non basterebbe a far scattare il punteggio aggiuntivo.

A chi si applica la misura e quando entrerà in vigore

Se inizialmente la bozza era rivolta soprattutto al personale docente, il Ministero ha chiarito che il beneficio è stato esteso anche al personale ATA, in virtù del riferimento al personale scolastico contenuto nella norma primaria. Per gli ATA, la valorizzazione inciderebbe sulle graduatorie permanenti provinciali e sulle graduatorie di istituto collegate, tenendo conto sia del servizio effettivamente prestato nei comuni montani sia della sua continuità nel tempo. Sul piano delle tempistiche, la misura riguarderà i servizi prestati dall’anno scolastico 2027/2028 e troverà applicazione concreta con l’aggiornamento delle graduatorie per il 2028/2029.

Le osservazioni dei sindacati: equilibrio e chiarezza sulle regole

Sul provvedimento si è espressa anche la FLC CGIL, che pur riconoscendo la necessità di dare attuazione alla norma e di garantire un presidio scolastico stabile nelle aree montane, ha invitato a contemperare questa esigenza con quella di non creare squilibri eccessivi nelle graduatorie. Il sindacato ha chiesto in particolare di valutare con attenzione gli effetti del nuovo punteggio sul personale ATA, tenendo conto delle specifiche modalità di reclutamento di questa categoria, per cui le graduatorie permanenti restano l’unico canale di accesso al ruolo. Un altro punto sollevato riguarda la necessità di chiarire meglio la nozione di “servizio effettivamente prestato”, per evitare interpretazioni incerte e difficoltà applicative una volta che il decreto entrerà a regime. Il confronto tra Ministero e sindacati, va ricordato, è ancora in corso e la bozza potrà quindi essere modificata prima dell’adozione definitiva.