Il sistema di reclutamento dei docenti in Italia vive di continui equilibri tra la necessità di coprire le cattedre e le regole per l’accesso al ruolo. Negli ultimi anni, le varie procedure concorsuali e le graduatorie straordinarie hanno generato un quadro territoriale estremamente disomogeneo. Mentre per alcune classi di concorso o materie di insegnamento si registra un’abbondanza di candidati idonei o vincitori ancora in attesa di immissione in ruolo, per altre discipline si assiste all’esaurimento totale dei canali di reclutamento. Di fronte a questo scenario a macchia di leopardo, si fa strada l’ipotesi di bandi concorsuali mirati, pensati specificamente per coprire i vuoti nelle province e nelle materie rimaste completamente prive di aspiranti.

Nuovi concorsi in arrivo? L’ipotesi dei bandi mirati a coprire i posti vacanti in alcune classi di concorso e in alcune regioni

Da una parte ci sono graduatorie sovraffollate dove centinaia di docenti abilitati o vincitori attendono per anni lo scorrimento dei posti per la stabilizzazione. Dall’altra ci sono classi di concorso in cui non solo le graduatorie di merito dei concorsi ordinari e straordinari sono andate completamente esaurite, ma risultano privi di candidati persino gli elenchi regionali di supporto. Questa spaccatura geografica e disciplinare crea una vera e propria paralisi decisionale: pur in presenza di posti liberi in organico di diritto destinati per legge alle assunzioni a tempo indeterminato, l’amministrazione non dispone dei nomi a cui assegnarli.

La soluzione dei concorsi mirati per le classi di concorso scoperte

Per risolvere questa criticità e impedire che decine di migliaia di cattedre stabili si trasformino ogni anno in interminabili catene di supplenze, tra i tecnici del Ministero dell’Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali si sta discutendo la possibilità di indire concorsi straordinari mirati. L’obiettivo di queste procedure non sarebbe quello di aprire un bando generalizzato su tutto il territorio nazionale, bensì di intervenire in modo chirurgico solo ed esclusivamente laddove le graduatorie siano del tutto esaurite. In questo modo si eviterebbe di sovrapporre nuove selezioni in regioni o classi di concorso dove sussistono ancora graduatorie capienti di vincitori o idonei in attesa di nomina.

Le revisioni normative e il confronto sui criteri di selezione

Il percorso che porta alla definizione di nuovi bandi concorsuali richiede passaggi tecnici complessi e il continuo confronto tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le parti sociali. Recentemente i tavoli di confronto si sono concentrati sulla revisione delle tabelle relative ai titoli culturali e di servizio allegate ai regolamenti concorsuali, con l’obiettivo di aggiornare i criteri di valutazione per i futuri candidati. Sebbene, ovviamente, non sia stata ancora definita una data ufficiale per l’uscita dei nuovi bandi, la pianificazione di selezioni mirate resta uno strumento indispensabile per garantire la copertura dell’organico di diritto e garantire la continuità didattica.