In seguito all’approvazione della legge sul consenso informato, non sono mancate le polemiche, in particolar modo quelle della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha chiesto di fermare il DDL Valditara. Il ministro dell’Istruzione e del Merito è intervenuto per chiarire diversi aspetti del provvedimento. Nel corso di una lunga intervista rilasciata a Esperia, il numero uno del MIM ha respinto le accuse rivolte alla norma, soffermandosi sui temi dell’educazione sessuale, del coinvolgimento delle famiglie e delle nuove misure previste per la prevenzione della violenza di genere.

Consenso informato, Valditara difende la legge: “Garantisce il diritto delle famiglie a essere informate”

Il Ministro Valditara ha espresso il proprio disappunto per i paragoni avanzati durante il dibattito pubblico, soprattutto quelli che hanno accostato la nuova legge a gravi episodi di cronaca. Un confronto che Valditara ha definito incomprensibile e offensivo: “Sono sorpreso ed amareggiato. Innanzitutto, vorrei dire al segretario Schlein che non si può parlare di disegno di legge quando ci troviamo di fronte a una legge votata dal Parlamento. La legge sul consenso informato attribuisce alle famiglie la possibilità di scegliere nel rispetto dell’articolo 30 della Costituzione: impone alle famiglie di informarle correttamente, non è una legge liberticida ma una legge che aumenta la libertà dei cittadini”.

Educazione sessuale: “Nessuna abolizione, più spazio alla prevenzione”

Uno dei punti maggiormente discussi riguarda l’educazione sessuale. Anche su questo aspetto, Valditara, nel corso dell’intervista rilasciata a Esperia (prima parte e seconda parte), ha respinto le ricostruzioni circolate negli ultimi giorni, sostenendo che la legge non elimina questi percorsi, ma ne ridefinisce i contenuti privilegiando l’approccio scientifico e biologico. “Questa legge, al contrario di tutte le fake news che sono state raccontate, ribadisce un principio fondamentale contenuto nelle linee guida per l’Educazione Civica e nelle nuove Indicazioni Nazionali: per la prima volta, abbiamo introdotto l’educazione al rispetto, l’educazione a relazioni corrette, all’empatia e al contrasto di ogni violenza di genere, come obiettivi obbligatori di apprendimento. Per la prima volta, abbiamo avviato percorsi di formazione con INDIRE, di formazione degli insegnanti, perché sappiano, all’interno delle lezioni di educazione civica e delle lezioni disciplinari, educare al rispetto, alle relazioni corrette, all’empatia e al contrasto di ogni violenza di genere”.

Secondo il Ministro, la novità consiste nell’introduzione, per la prima volta in modo strutturato, dell’educazione alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili all’interno delle attività scolastiche. Un tema che, a suo avviso, rappresenta un’importante integrazione dei programmi destinati agli studenti.

Identità di genere, famiglie protagoniste e formazione degli insegnanti

Valditara ha affrontato anche il tema dell’identità di genere, spiegando che la scuola dovrà adottare particolare prudenza nei confronti degli alunni più piccoli. Per gli studenti della scuola secondaria, invece, la partecipazione ad attività dedicate a questi argomenti dovrà essere preceduta dalla scelta delle famiglie. Il Ministro Valditara, inoltre, ha precisato che eventuali percorsi dovranno essere affidati esclusivamente a figure qualificate, come medici, psicologi e professionisti del settore, evitando il coinvolgimento di soggetti che non offrano adeguate garanzie sul piano scientifico.