“Un’unione vera si fa a parità di condizioni, non cancellando i diritti di chi lavora da anni nella scuola”. Con queste premesse, il Coordinamento Docenti Precari boccia senza appello l’invito alla mobilitazione del Movimento Docenti Idonei Esclusi. Nella nota diffusa, i precari evidenziano le contraddizioni di una politica governativa che ha disatteso le promesse elettorali, istituendo la figura dell’idoneo e marginalizzando chi assicura quotidianamente la continuità didattica negli istituti italiani. Per ricucire lo strappo la via è una sola: attivare subito il doppio canale. Riportiamo di seguito la nota integrale.

Le critiche del Coordinamento Docenti Precari

Il Coordinamento Docenti Precari intende replicare al comunicato degli idonei diffuso dalla Vs. testata, criticando aspramente l’invito rivolto dal Movimento Docenti Idonei Esclusi all’unione della categoria per la stabilizzazione. Alle condizioni proposte dal movimento non accetta l’invito e lo rispedisce al mittente. Ma come si fa a chiedere l’unione sostenendo che chi è precario deve accettare che un idoneo, neanche vincitore e nella maggior parte dei casi senza un solo giorno di servizio, debba essere stabilizzato solo dopo che l’ultimo idoneo sia stato assunto? Questo significa proprio chiedere ai precari di perdere il diritto alla stabilizzazione, dopo anni di servizio, per lasciare quello stesso diritto prima agli idonei. 

L’unione richiesta a parità di diritti

L’unione della categoria la chiediamo noi al movimento in questione, proponendo che chi è precario abbia la stessa identica tutela di chi è idoneo. L’esperienza maturata sul campo ha pari, se non più valore, dell’idoneità a un concorso. Non è un caso che l’UE continui ad aprire procedure d’infrazione nei confronti dell’Italia non perché non stabilizza gli idonei, ma perché non assume i precari. L’UE riconosce, quindi, l’unico vero merito a chi insegna da anni e non a chi ha conseguito l’idoneità a un concorso. Il risultato dell’idoneità può essere benissimo valorizzato con il 50% dei posti riservati alla categoria, lasciando che l’altro 50 vada a chi da anni lavora come precario nella scuola, come avviene peraltro in tutti gli altri comparti della Pubblica Amministrazione, dove vengono regolarmente espletati concorsi per titoli al fine di stabilizzare chi ha raggiunto determinati requisiti di servizio. Inoltre, la continuità didattica la possono garantire solo i precari, perché la stragrande maggioranza degli idonei non ha mai insegnato.

Il valore dell’esperienza maturata sul campo

L’esperienza maturata sul campo non ha meno valore di una idoneità acquisita in un concorso ipernozionistico, che non dimostra neanche di saper gestire una classe, per di più a candidati che non hanno raggiunto neanche il punteggio previsto per i posti messi a bando. Gli idonei hanno già ottenuto dal governo una serie di misure che li tutelano ma, nonostante ciò, non si accontentano e oggi chiedono persino di subordinare la posizione dei precari alla loro. Quegli stessi precari che i partiti di maggioranza, durante la campagna elettorale, dichiaravano di voler tutelare, senza fare alcun riferimento alla figura degli idonei. Una volta al governo, invece, hanno ampiamente salvaguardato questi ultimi, mentre ai precari storici non è stato riconosciuto praticamente nulla. E il movimento sta facendo il loro gioco, perché vuole che una categoria abbia la priorità su un’altra. 

“Che unione sia, ma a parità di condizioni: doppio canale con 50% dei posti alle GPS e 50% agli idonei”

Ci chiediamo: era proprio necessario istituire la figura dell’idoneo con 250mila precari in attesa di essere stabilizzati, con un programma elettorale che andava in una precisa direzione e con le sanzioni dell’UE pendenti? La risposta è no, occorreva attivare subito il doppio canale: con questo strumento si sarebbero subito tutelate tutte le categorie e il governo avrebbe rispettato le promesse elettorali. Che unione sia, ma a parità di condizioni: doppio canale con 50% dei posti alle GPS e 50% agli idonei. Solo così si può ottenere una vera unione.