Le famiglie italiane si stanno indebitando sempre di più e i numeri diffusi dalla CGIA di Mestre aiutano a capire quanto pesi questo fenomeno sull’economia domestica del Paese. Secondo lo studio, che ha preso in esame i dati del 2025, gli italiani hanno contratto debiti per circa 178 miliardi di euro, al netto dei mutui per la casa. Una cifra importante, che riguarda milioni di nuclei familiari alle prese con spese quotidiane sempre più difficili da sostenere. Il dato assume ancora più rilievo se si considera che i consumi delle famiglie rappresentano quasi il 60% del Pil italiano, un rapporto che rende il tema dell’indebitamento centrale per la tenuta dell’intera economia nazionale.
Perché le famiglie italiane si indebitano di più
Secondo la ricerca della CGIA di Mestre, i motivi principali che spingono gli italiani a indebitarsi sono sostanzialmente due:
- Il primo è il bisogno di liquidità immediata, necessaria per far fronte a spese impreviste oppure semplicemente per arrivare a fine mese;
- Il secondo riguarda invece i prestiti finalizzati all’acquisto di beni durevoli, come l’automobile, gli elettrodomestici o i mobili per la casa.
Si tratta di due esigenze molto diverse tra loro, da una parte c’è chi ricorre al credito per necessità legate alla gestione quotidiana del bilancio familiare e dall’altra chi lo utilizza per investimenti pensati per durare nel tempo. Entrambe le tendenze, però, contribuiscono a far crescere il totale complessivo dei debiti contratti dalle famiglie italiane. Lo studio della CGIA di Mestre sottolinea come l’aumento dell’indebitamento a breve termine possa essere interpretato in due modi opposti:
- Da un lato è un segnale potenzialmente positivo: più le persone hanno accesso al credito, più tendono a spendere, e questo può contribuire alla crescita economica generale;
- Dall’altro lato, però, c’è un rischio concreto da non sottovalutare.
Cosa significa per il potere d’acquisto delle famiglie
Se il debito cresce più velocemente rispetto allo stipendio, il rischio è che le famiglie facciano sempre più fatica ad arrivare a fine mese. È un aspetto che lo studio della CGIA di Mestre lega direttamente all’andamento dell’inflazione, che negli ultimi anni ha eroso il potere d’acquisto degli italiani. Proprio questa perdita di potere d’acquisto, secondo la ricerca, ha contribuito ad alimentare la crescita delle richieste di prestito, spingendo sempre più nuclei familiari a ricorrere al credito per sostenere le spese ordinarie.
Un fenomeno da monitorare nei prossimi mesi
Il quadro che emerge dallo studio della CGIA di Mestre invita quindi a una lettura attenta dei dati sull’indebitamento delle famiglie, un fenomeno che, se da un lato riflette la vitalità dei consumi, dall’altro segnala anche le difficoltà economiche che molte famiglie italiane si trovano ad affrontare quotidianamente. Un aspetto su cui sarà utile mantenere l’attenzione nei prossimi mesi, soprattutto in relazione all’andamento degli stipendi e dell’inflazione.