La Camera dei deputati ha espresso parere favorevole sulla questione di fiducia posta dal Governo sul decreto legge N. 144/2026, noto come Decreto PA e Scuola, registrando 167 voti favorevoli, 93 contrari e un solo astenuto. Il provvedimento, che raccoglie interventi urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e per il regolare avvio dell’anno scolastico, passa ora alle fasi successive dell’iter parlamentare in vista della conversione definitiva attesa entro i primi giorni di ottobre. L’insieme delle disposizioni introduce novellazioni di rilievo che toccano la gestione delle risorse umane, la disciplina delle ferie del personale scolastico, le procedure di reclutamento e l’organizzazione degli istituti paritari e dei servizi educativi per l’infanzia.
Le novità in arrivo con il decreto Scuola: OK dalla Camera dei Deputati
L’articolo 1 del decreto modifica la disciplina della monetizzazione delle ferie per i dipendenti pubblici e il personale della scuola. Superando il divieto assoluto precedentemente in vigore, la norma stabilisce che il compenso sostitutivo sia erogabile esclusivamente al momento della cessazione del rapporto di lavoro e nei limiti della differenza tra i giorni spettanti e quelli effettivamente fruibili. In adempimento alla consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione, tra cui la sentenza N. 16525/2026, il provvedimento pone a carico del Dirigente Scolastico precisi doveri organizzativi e di informazione. Il dirigente ha l’obbligo formale di invitare tempestivamente il personale a programmare e fruire dei riposi annuali, avvertendo esplicitamente che le ferie non godute per scelta consapevole andranno perse e non potranno dar luogo a indennità finanziaria. Qualora sorga un contenzioso, l’onere della prova grava interamente sull’istituzione scolastica, tenuta a dimostrare di aver messo il lavoratore nelle condizioni di fruire delle ferie spettanti.
Conferma in ruolo dei neoassunti e cancellazione dalle graduatorie
Sul versante del reclutamento e dell’amministrazione scolastica, l’articolo 5 del decreto introduce regole precise per i docenti al termine del periodo di prova. Gli insegnanti che superano il test finale e ottengono una valutazione positiva vengono confermati in ruolo presso la medesima istituzione scolastica in cui hanno svolto l’anno di prova. A seguito della conferma in ruolo, si determina l’automatica cancellazione del docente dalle graduatorie ad esaurimento, d’istituto e concorsuali nelle quali risultava iscritto. La norma specifica tuttavia che tale cancellazione non riguarda le graduatorie dei concorsi ordinari, lasciando aperta la possibilità di partecipare a future procedure selettive.
Proroghe per scuole paritarie e stabilizzazioni nei servizi dell’infanzia
Il provvedimento (qui il testo integrale) contiene, inoltre, alcune disposizioni mirate a garantire la continuità gestionale ed educativa negli istituti paritari e nei servizi comunali per l’infanzia. Per le scuole paritarie viene prorogata fino all’anno scolastico 2027/2028 la facoltà di stipulare contratti di insegnamento anche con docenti privi di abilitazione, purché abbiano maturato almeno tre anni di servizio nell’ultimo decennio. Per i servizi educativi e le scuole dell’infanzia gestite dagli enti locali, i comuni ottengono una proroga fino al 2028 per la stabilizzazione del personale e lo slittamento al 31 dicembre 2028 per la conclusione del concorso straordinario territoriale. L’intervento legislativo punta così a contemperare la tutela dei diritti del personale con le esigenze di stabilità dell’offerta formativa nazionale.
