L’approvazione del nuovo Decreto Scuola ha riportato l’attenzione generale su uno dei temi fondamentali per l’inclusione scolastica, ovvero la determinazione delle ore di sostegno destinate agli alunni con disabilità. Nel PEI, ovvero il Piano educativo individualizzato, il Gruppo di lavoro operativo (GLO) ha il compito istituzionale di quantificare le risorse necessarie in base ai bisogni specifici dello studente. Su questo scenario si innesta la presa di posizione dell’Anief, la quale sollecita una revisione delle procedure di reclutamento dei docenti chiedendo di utilizzare per le immissioni in ruolo i posti assegnati in deroga per più anni scolastici.

Il calcolo delle ore di sostegno e la tutela del diritto all’istruzione: la centralità del Piano educativo individualizzato e la giurisprudenza costituzionale

Il Gruppo di lavoro operativo riveste un ruolo primario nella definizione e verifica del PEI (Piano educativo individualizzato), sede in cui viene formulata la proposta per le ore di sostegno. La quantificazione delle ore non deve dipendere esclusivamente dalla mera disponibilità dell’organico assegnato alla scuola, ma deve rispondere alle effettive esigenze formative e al profilo di funzionamento dell’alunno. La Corte costituzionale ha ribadito con la sentenza N. 80/2010 la natura fondamentale del diritto all’istruzione per gli alunni con disabilità, affermando che limiti rigidi all’organico non possono comprimere la fruizione del sostegno. Ciononostante, il divario tra il fabbisogno reale espresso nei Piani educativi individualizzati e le risorse concretamente assegnate continua ad alimentare numerosi contenziosi legali.

La richiesta di Anief per la stabilizzazione dei posti in deroga pluriennali

Di fronte a questa discrepanza, il sindacato guidato da Marcello Pacifico propone di trasformare in cattedre stabili i posti di sostegno utilizzati in deroga per più anni di seguito. Attraverso un comunicato diffuso ieri, 26 settembre, la sigla sindacale ha chiesto al Governo e al Parlamento di procedere con le assunzioni a tempo indeterminato su questi posti pluriennali, legando la stabilizzazione alla riduzione del precariato e alla garanzia della continuità didattica. Già nel mese di giugno Anief aveva sollecitato il Ministero dell’Istruzione a censire le cattedre in deroga riproposte con continuità per convertirle nell’organico di diritto. Un posto in deroga non diventa automaticamente una cattedra di ruolo, ma la sua presenza costante segnala un fabbisogno strutturale dell’istituzione scolastica.

Il reclamo europeo e la gestione quotidiana dell’organico nelle scuole

La vertenza del sindacato si collega al Reclamo collettivo N. 200/2021 presentato al Comitato europeo dei diritti sociali per denunciare l’eccesso di precarietà e l’impiego dell’organico di fatto nel sostegno. Sebbene la pronuncia dell’organismo europeo non comporti l’automatica conversione dei posti in ruolo da parte del legislatore italiano, Anief sollecita la politica ad attuare questa misura per tutelare la continuità educativa degli studenti. Le difficoltà gestionali emergono quotidianamente negli Uffici scolastici territoriali, come dimostrano le procedure dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna per autorizzare ulteriori cattedre in deroga nell’organico di fatto per l’anno scolastico 2026/27. In attesa di eventuali interventi legislativi, la trasformazione dei posti pluriennali in organico stabile resta una proposta al centro del dibattito per migliaia di insegnanti precari e per le famiglie degli alunni con disabilità.