Corridoio scuola
Corridoio scuola

Il Consiglio dei ministri del 24 settembre ha approvato il nuovo decreto scuola, un provvedimento di dodici articoli che tocca diversi aspetti del sistema scolastico italiano, dalla lotta al cyberbullismo ai fondi per libri di testo ed edilizia scolastica. La misura che ha attirato più attenzione riguarda però il tetto agli studenti stranieri nelle classi, fissato al 30%, insieme al divieto di indossare burqa e niqab in aula. Per docenti, dirigenti scolastici e famiglie è utile capire fin da subito a chi si applica realmente il nuovo limite, quali sono le tempistiche e cosa prevede il testo nei casi in cui la soglia non possa essere rispettata.

Il tetto del 30%: cosa prevede il decreto scuola e chi riguarda

Il testo del decreto stabilisce che, in prima elementare, il numero di alunni con cittadinanza non italiana che non sono nati nel nostro Paese o che non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia non debba superare il 30% del totale in ciascuna classe prima. Nelle scuole medie e superiori, lo stesso limite del 30% riguarda gli studenti con cittadinanza non italiana che non abbiano frequentato con esito positivo il sistema scolastico italiano per almeno tre anni scolastici. Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha precisato che i bambini nati in Italia non rientrano nel calcolo del tetto. Sul totale degli studenti privi di cittadinanza italiana, circa il 65% è nato nel nostro Paese, per cui la norma riguarderebbe in concreto solo il restante 34%, cioè chi non ha cittadinanza italiana ed è nato all’estero.

Tempistiche e gestione dei casi limite

L’applicazione del nuovo limite del 30% entrerà in vigore a partire dall’anno scolastico 2027-28. Il decreto affronta anche l’ipotesi in cui, per il numero di domande di iscrizione ricevute, non sia possibile rispettare la soglia in una determinata scuola. In questi casi, gli Uffici scolastici territoriali, insieme ai dirigenti scolastici interessati, dovranno individuare soluzioni organizzative per garantire una distribuzione equilibrata degli alunni tra gli istituti vicini, tenendo conto del domicilio della famiglia e di eventuali esigenze particolari, come quelle legate all’assistenza a figli con disabilità che non permettano soluzioni alternative.

Corsi di italiano e sanzioni: le altre novità del decreto

Per accompagnare l’applicazione del tetto, il decreto stanzia 17,5 milioni di euro destinati alle scuole in cui non sia possibile rispettare il limite del 30%, con l’obiettivo di rafforzare l’insegnamento della lingua italiana. È previsto inoltre un fondo specifico per le attività extracurricolari di potenziamento linguistico, pari a 3,4 milioni di euro per il 2027 e a oltre 14 milioni di euro dal 2028.

Il testo introduce anche misure che coinvolgono direttamente le famiglie: in caso di gravi difficoltà di inserimento scolastico dello studente, la scuola avrà l’obbligo di segnalare la situazione ai servizi sociali, che dovranno attivare un percorso di apprendimento della lingua italiana per i genitori. Il mancato completamento del percorso può comportare sanzioni da 200 a 1.000 euro. La stessa fascia di sanzione, da 200 a 1.000 euro, si applica ai genitori nel caso in cui uno studente si presenti in classe con il volto coperto da burqa, niqab o altri dispositivi di mascheramento non giustificati da motivi sanitari.