Ieri, 3 ottobre 2026, si ĆØ tenuto un flash mob di docenti e ATA nelle principali piazze di Napoli, Torino, Trento, Milano, Bologna, Verona, Pisa e Cosenza. Circa 200 lavoratori della scuola erano anche presenti in contemporanea a Roma davanti al Ministero dell’Istruzione e del Merito, in viale Trastevere. Si ĆØ trattata di una forma di protesta silenziosa per sensibilizzare sulle criticitĆ della scuola e sugli interventi urgenti che andrebbero messi in atto per ridare dignitĆ a chi vive ogni giorno tra le aule e i corridoi degli istituti.
Flash mob del 3 ottobre: “Non siamo scesi in piazza per lamentarci”
Il gruppo social ‘Flash mob docenti e ATA nazionale: uniti per la dignitĆ ’ conta oltre 9 mila iscritti. Da alcune settimane era stato annunciato il flash mob che si ĆØ tenuto ieri in alcune importanti cittĆ , chiedendo rispetto per il proprio lavoro e dignitĆ per la scuola. Otto minuti di silenzio e musica con striscioni, libri e portafogli vuoti, sulle note di Ludwig van Beethoven, genio rivoluzionario che trasformò la musica in un linguaggio di espressione personale, etica e ribellione. Questa la modalitĆ di protesta scelta dal personale scolastico per portare all’attenzione alcune richieste fondanti:
- una retribuzione dignitosa pari a quella dei colleghi europei;
- unāindennitĆ per tutte le attivitĆ svolte oltre le ore di servizio (uscite didattiche, gite scolastiche e altro);
- un riconoscimento economico adeguato per gli incarichi e le attivitĆ su cui la scuola si regge e che attualmente sono pagate solo con āla coperta cortaā del Fis;
- Carta Docente bloccata allāinterno del Contratto ed una Carta dei servizi estesa al personale ATA;
- buoni pasto, “per tutte le volte che restiamo a scuola fino a tarda sera, con un panino e con una schiscetta di riso freddo e una bottiglietta di acqua” (dipartimenti, consigli di classe, collegi docenti, corsi di formazione, progetti PNRR, e tanto altro).
“Basta col lamento, comincia il movimento. Abbiamo portato nelle piazze le nostre richieste, i nostri volti, i nostri libri, i nostri cedolini, i nostri portafogli vuoti. Abbiamo scelto il silenzio del flash mob per far sentire ancora più forte una voce che troppo spesso viene ignorata. E quella voce oggi ĆØ arrivata lontano.
Milano, Roma, Bologna, Torino, Napoli, Pisa, Trento, Cosenza e Verona: nove cittĆ , nove piazze, unāunica voce.
La nostra mobilitazione ĆØ stata documentata da immagini, video e articoli della stampa nazionale e locale. Dalle piazze sono arrivate testimonianze, fotografie e video che raccontano una giornata di partecipazione e di presenza. Non siamo scesi in piazza per lamentarci. Siamo scesi in piazza per dire che docenti e ATA sono la scuola pubblica e che il nostro lavoro merita dignitĆ , riconoscimento e rispetto.
Ieri abbiamo fatto un passo avanti. (…) Il 3 ottobre 2026 ĆØ stata una giornata importante per il nostro movimento.”
Questo il commento pubblicato dagli organizzatori all’indomani del fash mob.