Un nuovo inghippo burocratico rischia di bloccare il percorso di mobilità di centinaia di insegnanti della scuola secondaria risultati vincitori del primo concorso PNRR. Attraverso una lettera aperta, i docenti selezionati tramite il bando della procedura concorsuale indetta con decreto N.2575/2023 hanno sollevato una questione interpretativa che rischia di penalizzarli ingiustamente, allontanandoli dalle proprie famiglie per un anno ulteriore rispetto a quanto previsto dal quadro normativo vigente.

Vincolo triennale mobilità, i docenti vincitori abilitati del concorso PNRR1 chiedono di conteggiare l’anno scolastico 2024/25

La complessa vicenda prende le mosse dall’immissione in servizio avvenuta nell’anno scolastico 2024/2025 con contratto a tempo determinato, modalità prevista dal decreto legislativo N. 59/2017 per i vincitori di concorso che, al momento della nomina, non possedevano ancora l’abilitazione all’insegnamento. Nonostante i docenti abbiano completato e conseguito l’abilitazione nel corso dello stesso anno scolastico, la Nota ministeriale N. 202382 del 26 novembre 2024 ha stabilito che il periodo di formazione e prova venisse posticipato all’anno scolastico 2025/26, contemporaneamente all’immissione a tempo indeterminato. Questa indicazione ha generato una prima marcata disparità rispetto ai colleghi già abilitati al momento della nomina, i quali hanno potuto svolgere immediatamente l’anno di prova e accedere al ruolo. Oggigiorno la criticità si ripresenta in vista delle operazioni di mobilità per l’anno scolastico 2027/28, dal momento che diversi Uffici scolastici territoriali stanno considerando il servizio prestato nel 2024/2025 come una semplice supplenza annuale non finalizzata al ruolo a causa della codifica tecnica presente a sistema SIDI, facendo decorrere il triennio di vincolo soltanto dal 1° settembre 2025.

Le ragioni dei docenti e le tutele del Contratto Collettivo

I docenti contestano fermamente l’interpretazione degli uffici, evidenziando come il contratto sottoscritto nel 2024/2025 non derivasse dalle graduatorie provinciali per le supplenze o da quelle d’istituto, bensì scaturisse direttamente dalla vittoria del concorso PNRR1 e fosse per legge finalizzato all’immissione in ruolo. A conferma della propria tesi, i lavoratori richiamano il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sulla mobilità per il triennio 2025/2028, firmato definitivamente il 10 marzo 2026, che computa ai fini del triennio di permanenza sia l’anno di servizio svolto con contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo, sia gli anni nei quali il periodo di formazione e prova sia stato differito per disposizione di legge. Un espresso riconoscimento analogo figura anche nel contratto integrativo dedicato a utilizzazioni e assegnazioni provvisorie. La sperequazione appare ancora più evidente considerando che, con il decreto legge N. 45/2025, convertito nella legge 79 del 2025, è stato consentito ai vincitori non abilitati delle procedure successive di trasformare il contratto a tempo indeterminato e svolgere la prova nello stesso anno scolastico, misura sollecitata dalla UIL Scuola nello scorso mese di settembre ma non applicata retroattivamente ai vincitori del 2024/2025. Il quadro è reso ulteriormente rigido dalla cancellazione, nella stesura definitiva del CCNI mobilità 2026, della deroga in precedenza prevista per chi assiste genitori ultrasessantacinquenni.

La richiesta di conteggio per la mobilità 2027/2028

Per superare questa situazione di stallo, i docenti chiedono che l’anno scolastico 2024/2025 venga formalmente conteggiato come primo anno del triennio di vincolo in qualità di servizio a tempo determinato finalizzato al ruolo. Seguendo questa scansione, l’anno 2025/2026 costituirebbe il secondo anno comprensivo dell’anno di prova e il 2026/2027 il terzo anno utile, consentendo la regolare presentazione della domanda di mobilità per l’anno scolastico 2027/2028. I vincitori della procedura PNRR1 rimarcano di non pretendere corsie preferenziali o trasferimenti d’ufficio, bensì soltanto la possibilità di partecipare alle ordinarie procedure di mobilità valutando punteggi e disponibilità dei posti, riconoscendo la reale natura del servizio svolto per lo Stato. “Non chiediamo un privilegio – scrivono nella lettera – Chiediamo che venga riconosciuto il servizio realmente svolto come vincitori del concorso PNRR1 e che l’anno 2024/2025 venga considerato per quello che è stato: un anno prestato nell’ambito del percorso a tempo determinato finalizzato alla successiva immissione in ruolo”.