Il doppio canale di reclutamento sembrerebbe trovare il favore unanime delle organizzazioni sindacali, oltre alla spinta verso il suo raggiungimento manifestata da alcuni esponenti politici del centro-destra. L’Associazione Nazionale Liberi Insegnanti (ANLI) ha voluto raggruppare le dichiarazioni in supporto e ‘pressing’ per sensibilizzare sulla stabilizzazione dei precari. Di seguito i dettagli.

Doppio canale, ANLI chiede un confronto univoco tra parti sociali e politiche

Partiamo dai sindacati. Anief si è sempre esposto a favore del doppio canale ponendo l’attenzione soprattutto sull’elevato numero di precari che imperversano nella scuola: siamo arrivati a oltre 200 mila supplenti (comprensivi di ATA e docenti). Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato, occorre la previsione di un decreto-legge che riprenda il testo base del Ddl Bucalo, anche per risolvere tutte le carie questioni che ruotano intorno al precariato: docenti assunte in ruolo con riserva poi licenziate dopo aver superato l’anno di prova, assunzioni di tutti gli idonei (dello straordinario bis e delle procedure PNRR) e scorrimento delle GPS, sostegno e posto comune, ai fini delle immissioni in ruolo.

Sulla necessità di stabilizzare i precari è intervenuta più volte anche Gianna Fracassi (Flc CGIL), la quale ha voluto fare perno sulla trasformazione di tutti i posti liberi e disponibili in organico stabile, sanando il problema del precariato storico e garantendo continuità didattica agli studenti.

Sulla stessa linea Ivana Barbacci (Cisl Scuola), che da tempo chiede a gran voce non solo la reintroduzione del doppio canale, ma anche il suo utilizzo in via strutturale. Sui concorsi la sindacalista ne ha sottolineato l’importanza senza però sostenerne il ricorso eccessivo degli ultimi anni (come avvenuto con le procedure PNRR).

E così via anche le altre organizzazioni sindacali: dalla Uil Scuola Rua, a Gilda degli Insegnanti, passando per Snals, COBAS e SAB. L’idea è coesa: doppio canale di reclutamento e trasformazione dei posti di organico di fatto in organico di diritto.

Dal mondo politico in prima linea troviamo Mario Pittoni (Lega) che, fin da quando è riapparso sulla scena il doppio canale, ha spiegato i vari step oggetto della trattativa in corso con Bruxelles. Adesso saremmo giunti a metà percorso: la possibile trasformazione delle GPS in GPSR, per la quale si attende l’ok dell’UE. E ancora Ella Bucalo (FdI), fautrice del noto disegno di legge a cui ha dato il nome che sarebbe ora in ‘standby’.

Alla luce di tutto ciò ANLI chiede un confronto pubblico collettivo con gli stessi soggetti che si sono espressi a favore della stabilizzazione dei precari e del doppio canale, con la richiesta di predisporre un cronoprogramma con le iniziative da mettere in pratica in tempi rapidi (ad esempio scioperi di categoria, denunce alle istituzioni e ai media nazionali e internazionali, rifiuto di apporre la firma su accordi e contratti collettivi ecc.)