Nelle discussioni di carattere sociale e politico, la scuola viene, spesso, definita come una delle colonne portanti della società e il luogo primario dell’inclusione. Tuttavia, al di là delle dichiarazioni ufficiali, il sistema scolastico appare trasformato in un’arena segnata da una spiccata frammentazione in micro-categorie. L’attenzione generale si sposta così dalla qualità della didattica e dal benessere degli studenti verso una perenne difesa dei singoli interessi corporativi.
Assunzioni docenti, Mario Pittoni punta sulle GPSR e sul doppio canale per superare lo scontro tra le varie categorie
L’attuale panorama scolastico appare diviso in gruppi differenti, tra cui i docenti di ruolo, i precari storici delle graduatorie provinciali, i vincitori e gli idonei dei concorsi, oltre agli iscritti ai percorsi abilitanti. Ogni fascia rivendica una priorità per le assunzioni, innescando contenziosi legali e scontri mediatici che finiscono per danneggiare l’intera categoria. In questa dinamica, la mobilitazione condotta dagli idonei dei concorsi rischia di trasformare un legittimo risultato selettivo nella pretesa di un diritto assoluto e prioritario rispetto a ogni altra graduatoria. Tale impostazione, scontrandosi con la normativa vigente e con i vincoli europei, rischia di paralizzare l’intero sistema di reclutamento.
Per fermare questa continua frammentazione in molteplici categorie e riportare ordine nella normativa del sistema di reclutamento, arriva la proposta strutturale del doppio canale, con il conclamato obiettivo di superare definitivamente la cosiddetta “supplentite” e garantire così la necessaria continuità didattica. Come evidenziato dal responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, Mario Pittoni, il completamento di questo percorso integrato passa attraverso tappe precise, tra cui la trasformazione delle attuali Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) in GPSR (Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo).Â
L’idea basilare, ribadita con forza da Mario Pittoni, è quella secondo cui ogni graduatoria debba trovare il suo spazio legittimo in un quadro coerente, senza che una metta i bastoni tra le ruote all’altra o alimenti una competizione sterile tra colleghi. Il vero doppio canale non contrappone il merito concorsuale all’esperienza sul campo dei precari storici o dei docenti in attesa di specializzazione, ma riconosce a entrambi una dignità e un percorso di stabilizzazione regolato, negoziando i passaggi necessari anche con la Commissione Europea.Â
Lo stallo del terzo ciclo INDIRE e la minaccia di proteste
Ad esasperare ulteriormente questo clima di incertezza tra le varie categorie di docenti, si aggiunge la situazione di migliaia di precari – tra docenti con tre anni di servizio sul sostegno ed esclusi dai percorsi precedenti – che si trovano attualmente bloccati in quello che può essere considerato un vero e proprio limbo normativo: l’attesa infinita per lo sblocco del terzo ciclo dei corsi di specializzazione sostegno organizzati da INDIRE. Le procedure per l’avvio del terzo corso sono ferme in uno stallo burocratico tra Ministeri. Una paralisi che non può far altro che alimentare la rabbia e la frustrazione di una categoria che si sente abbandonata dalle istituzioni. La Community Uniti per INDIRE sta valutando seriamente di scendere in piazza organizzando presidi e flash mob davanti ai Ministeri o sparsi per il territorio al fine di ottenere risposte urgenti. Anche questo è un sintomo di una tensione ormai giunta al limite, in cui l’assenza di certezze spinge i lavoratori all’azione diretta pur di vedersi riconosciuto il diritto alla formazione e alla stabilità .Â