Una mail che promette un rimborso fiscale da 5.626 euro e invita a cliccare per completare l’accredito, sembra arrivare dall’Agenzia delle Entrate, con tanto di loghi e colori istituzionali, ma è una truffa. Il messaggio sta circolando in questi giorni e ha già raggiunto diversi contribuenti. A segnalarlo è stata la stessa Agenzia, che si è dichiarata del tutto estranea. Il tema riguarda anche chi lavora a scuola, tra docenti e personale ATA, che riceve spesso comunicazioni fiscali e può cadere nella trappola.
Falsa mail dell’Agenzia delle Entrate: come funziona la truffa
Il destinatario riceve una mail con l’aspetto di un avviso ufficiale, che gli comunica la possibilità di ottenere un rimborso di 5.626 euro. Prima, però, deve compiere alcuni passaggi. Il messaggio indica anche un termine per fare richiesta, così da spingere a cliccare in fretta. Due leve fanno il lavoro sporco, ovvero la promessa di denaro e il senso di urgenza. Sono quelle che portano molti a muoversi senza controllare da dove arrivi il messaggio. Il link, in realtà , rimanda a una pagina web fraudolenta, costruita per rubare dati sensibili. Le informazioni raccolte possono poi servire per altre frodi o per tentare l’accesso ad altri servizi. Chi ha inserito i propri dati ha dovuto bloccare conti correnti e app bancarie, a causa di movimenti in uscita sospetti.
Gli indizi per riconoscere la mail falsa
L’Agenzia ha diffuso un esempio della comunicazione ingannevole. Guardandola con attenzione, si notano diversi segnali:
- Il mittente è sospetto: il nome visualizzato è “Area Riservata ADE”, ma l’indirizzo reale è un account privato di Gmail. L’Agenzia non usa mai domini di posta generici o gratuiti;
- Il link “Conferma ora” non è una prassi dei controlli fiscali: crediti e scadenze si consultano nel cassetto fiscale, a cui si accede con Spid o Cie, oppure tramite un intermediario abilitato;
- La procedura è anomala: viene chiesto di associare il proprio conto su portali esterni non sicuri, pensati per sottrarre le credenziali bancarie;
- Le date non tornano: le mail sono state inviate a settembre 2026, ma il testo parla di crediti in scadenza il 25/09/2025. I truffatori spesso riciclano testi preconfezionati in modo approssimativo.
Cosa fare se hai già cliccato sul link
Prima di tutto, niente panico. Aprire la mail o cliccare sul link non significa per forza essere stati truffati. Il rischio diventa reale se, dopo aver aperto la pagina, hai inserito credenziali, dati personali e bancari o numeri di carta. Se hai comunicato dati sensibili, conviene però, muoversi in fretta:
- Cambia le password di conto corrente, app della banca e altri servizi. Se hai usato le stesse credenziali anche altrove, modificale senza aspettare;
- Controlla i movimenti in uscita e segnala alla banca quelli che non riconosci;
- Contatta subito la banca o il tuo intermediario finanziario se hai fornito informazioni di pagamento.
Se sono già comparsi addebiti sospetti, la strada giusta è denunciare alla polizia postale e capire insieme alla banca come limitare i danni.
