Con il caldo insostenibile che ancora a settembre attanaglia diverse regioni del Sud Italia, si è tornati a parlare dell’ipotesi di posticipare di qualche settimana l’inizio dell’anno scolastico. Dopo la petizione promossa da Adele Sammarro, coordinatrice del Dipartimento Istruzione e Merito di Italia del Meridione, e l’appello dei sindacati è arrivata la risposta del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Caldo a scuola e calendario scolastico
Di fronte al problema delle temperature sempre più elevate nei mesi di maggio, giugno e settembre, si è tornati a discutere a proposito di una possibile modifica del calendario scolastico. Come ricordano tuttavia i sindacati, la questione non è quando inizia e finisce la scuola. Posticipare la data di avvio delle lezioni servirebbe infatti soltanto a tamponare il problema. Per risolverlo definitivamente, occorrerebbe piuttosto intervenire sulle condizioni in cui si trova la maggior parte degli edifici scolastici.
Per la segretaria dello Snals Elvira Serafini, il vero ostacolo è lo stato strutturale degli edifici, spesso inadatti a reggere il caldo estremo. In quest’ottica, il posticipo può essere considerato una semplice misura emergenziale, che non sostituisce in alcun modo gli interventi di cui necessitano le scuole. Anche il segretario della Uil Scuola Giuseppe D’Aprile considera lo slittamento un rimedio temporaneo a un problema ormai consolidato. Dello stesso avviso sono il presidente di DirigentiScuola Attilio Fratta e il presidente dell’Anp di Roma Mario Rusconi. Da qui l’appello dei sindacati di dotare gli istituti di condizionatori e impianti adeguati.
La risposta di Valditara
Di fronte a questa emergenza, il ministro Valditara ha annunciato lo stanziamento di 20 milioni di euro per l’acquisto di apparecchi e dispositivi di raffrescamento per le scuole, al fine di migliorare le condizioni in cui studenti e personale sono costretti a lavorare nei mesi più caldi. “Abbiamo deciso un contributo di 20 milioni di euro destinato alle istituzioni scolastiche per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento, con l’obiettivo di migliorare le condizioni e il comfort per gli studenti e personale scolastico”. Fa sapere il ministro.
“Questo intervento si inserisce nell’impegno del Ministero per sostenere concretamente le scuole e accompagnarle nell’affrontare le esigenze legate alla qualità degli ambienti in cui si svolgono le attività didattiche”. Aggiunge Valditara, il quale ricorda che al momento il MIM starebbe di fatto lavorando a un piano più ampio per l’efficientamento energetico nelle scuole. “Ci aspettiamo, inoltre, che gli enti locali – Comuni, Province e Città metropolitane – nell’ambito delle rispettive competenze, facciano la loro parte contribuendo agli interventi necessari nelle scuole. L’avevamo promesso, l’abbiamo fatto”. Conclude.
