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Il Ministero dell’Università ha appena aggiornato i valori di riferimento per accedere alle borse di studio universitarie per l’anno accademico 2026/2027. Cambiano la soglia ISEE, il limite ISPE e gli importi minimi dei contributi riconosciuti agli studenti. Gli aumenti sono contenuti, legati all’andamento dell’inflazione, ma è importante conoscerli con precisione per capire se si rientra nei requisiti e a quanto si ha diritto eventualmente.

ISEE universitario 2026/2027: la nuova soglia per accedere alle borse di studio

Ogni anno il Ministero dell’Università aggiorna i limiti economici che gli studenti devono rispettare per accedere alle prestazioni di diritto allo studio: borse di studio, riduzioni delle tasse, alloggi e mensa universitaria. I valori vengono rivalutati in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rilevata nell’anno precedente. Per il 2026, questa variazione è stata pari all’1,4 per cento. Non un aumento sostanzioso, ma sufficiente ad alzare leggermente le soglie rispetto all’anno scorso, allargando, seppur di poco, la platea di chi può fare domanda. A stabilire i nuovi valori sono due decreti del Ministero dell’Università:

  • il decreto n. 176/2026, che fissa i limiti ISEE e ISPE;
  • il decreto n. 175/2026, dedicato agli importi minimi delle borse.

Il quadro normativo di riferimento resta il DPCM del 9 aprile 2001, che all’art. 5, comma 11 disciplina proprio questo meccanismo di aggiornamento annuale. Con il decreto n. 176/2026, i nuovi limiti massimi per accedere alle prestazioni di diritto allo studio sono:

  • Limite massimo ISEE: 28.339,88 euro
  • Limite massimo ISPE: 61.608,48 euro

L’ISEE universitario (l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente) misura la condizione economica complessiva del nucleo familiare dello studente. L’ISPE, invece, è l’Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente e tiene conto in particolare del patrimonio immobiliare e mobiliare della famiglia. Per accedere alle borse di studio, entrambi i valori devono risultare inferiori alle soglie indicate. Uno studente che rientra in questi limiti e soddisfa anche gli altri requisiti di merito e residenza previsti dalla normativa, può presentare domanda per una borsa di studio al proprio ente regionale per il diritto allo studio (DSU, EDISU, ARDSU, ecc.) entro le scadenze pubblicate dall’ateneo.

Cosa fare se non si conosce ancora il proprio ISEE universitario

Se non hai ancora calcolato l’ISEE per prestazioni agevolate per il diritto allo studio universitario, che è una dichiarazione diversa dall’ISEE ordinario, è il momento di muoversi. Questo ISEE specifico va richiesto tramite la compilazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) presso un CAF o direttamente online sul sito dell’INPS. Attenzione a non confonderlo con l’ISEE ordinario, perché per le borse di studio universitarie serve obbligatoriamente la tipologia “universitario”, altrimenti la domanda non viene presa in considerazione. È uno degli errori più comuni che porta alla perdita del beneficio.

Borse di studio universitarie 2026/2027: quanto valgono i contributi minimi

L’aggiornamento non riguarda solo le soglie di accesso, ma anche i soldi che gli studenti possono effettivamente ricevere. Il decreto n. 175/2026 stabilisce i nuovi importi minimi delle borse di studio per l’anno accademico 2026/2027, anch’essi rivalutati dell’1,4 per cento rispetto al 2025. Va chiarito un punto: questi sono i valori minimi garantiti a livello nazionale.

Gli enti regionali per il diritto allo studio possono e spesso lo fanno, erogare importi superiori, a seconda delle risorse disponibili e delle politiche regionali. Il decreto ministeriale fissa quindi un pavimento, non un tetto. Gli importi si differenziano in base alla condizione abitativa dello studente, che incide in modo diretto sui costi da sostenere per frequentare l’università:

Tipologia studenteValore 2025Valore 2026
Fuori sede7.072,10 €7.171,11 €
Pendolare4.132,85 €4.190,71 €
In sede2.850,26 €2.890,16 €

Come vengono classificati gli studenti: in sede, pendolare o fuori sede

La distinzione tra le tre categorie non è sempre immediata da capire, e vale la pena chiarirla perché incide direttamente sull’importo della borsa:

  • Lo studente fuori sede è chi risiede o ha preso in affitto un alloggio in una città diversa da quella di residenza per frequentare l’università. È la categoria che riceve il contributo più alto, proprio perché deve sostenere costi aggiuntivi come l’affitto e le spese di vita lontano da casa;
  • Lo studente pendolare è chi si sposta ogni giorno dalla propria residenza alla sede universitaria, ma non risiede stabilmente nella città dell’ateneo. L’importo riconosciuto è intermedio;
  • Lo studente in sede, infine, è chi risiede nello stesso comune o in una zona limitrofa, in cui ha sede il proprio ateneo. Riceve il contributo minore, in quanto i costi di frequenza sono generalmente inferiori.

Queste classificazioni vengono verificate dagli enti regionali al momento della valutazione della domanda, spesso attraverso controlli documentali sulla residenza e sul contratto di affitto. È necessario quindi dichiarare la propria situazione in modo corretto per evitare revoche o richieste di rimborso.