Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta inviata alla nostra redazione da Luigi Sofia, portavoce del Movimento Docenti Idonei Esclusi. Nel suo intervento, il movimento rivolge un accorato appello all’intera comunitĆ  scolastica per fermare lo scontro tra le diverse graduatorie e unire le forze contro la piaga del precariato strutturale. Il documento si indirizza sia agli idonei inseriti nelle graduatorie di merito delle procedure concorsuali svolte dal 2016 a oggi, sia ai docenti precari con anni di insegnamento alle spalle scritti nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS). L’analisi firmata da Luigi Sofia evidenzia come queste categorie non rappresentino mondi contrapposti, ma appartengano spesso alle medesime persone: insegnanti che hanno superato selezioni concorsuali e che, al contempo, continuano a garantire l’avvio e la continuitĆ  dell’anno scolastico attraverso contratti a tempo determinato.

Secondo la posizione del Movimento, la vera causa dell’emergenza non ĆØ la presenza delle altre graduatorie, ma l’insufficienza dei posti destinati alle immissioni in ruolo e il costante ricorso alle supplenze per coprire esigenze ordinarie, in contrasto con le direttive europee sull’abuso dei contratti a termine. Per uscire dalla contrapposizione, la lettera propone l’adozione di una piattaforma comune di stabilizzazione: tutelare lo scorrimento delle graduatorie di merito fino al loro completo esaurimento e, per le classi di concorso o i territori nei quali queste siano terminate, attivare un canale strutturale di reclutamento basato sul servizio maturato nelle GPS. Il piano richiede, infine, l’adeguamento dell’organico di diritto al fabbisogno reale della scuola, convertendo in cattedre stabili le disponibilitĆ  coperte reiteratamente tramite supplenze. Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera aperta trasmessa da Luigi Sofia.

Lettera aperta del Movimento Docenti Idonei Esclusi a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori precari della scuola

Care colleghe, cari colleghi, questa lettera nasce da una convinzione semplice: il sistema di reclutamento della scuola italiana, cosƬ com’è, non funziona più. La scriviamo come Docenti Idonei Esclusi, ma non vogliamo rivolgerci soltanto agli idonei perchĆ© noi siamo anche precari storici dentro le GPS. La rivolgiamo quindi a chi ĆØ ancora nelle graduatorie di merito dei concorsi precedenti, agli idonei dei concorsi 2016, 2018, 2020, 2023, 2024, 2025. Nessuna esclusa.

A chi è nelle GPS. A chi insegna da tre, cinque, dieci o più anni. A chi ogni settembre entra in una scuola, prende in carico delle classi, partecipa ai consigli, incontra le famiglie, prepara lezioni, corregge verifiche, accompagna ragazze e ragazzi per un intero anno scolastico e poi, a giugno, torna precario. E anche a chi ha affrontato concorsi molto diversi tra loro per struttura, criteri di valutazione, composizione delle commissioni e modalità delle prove del tutto discutibili e spesso ambigue e non li ha superati, pur continuando da anni a insegnare senza demerito nella scuola dello Stato. Dobbiamo avere il coraggio di dirci una cosa: queste persone non appartengono a mondi diversi. Molto spesso sono addirittura le stesse persone.

Un docente può essere contemporaneamente precario storico, iscritto nelle GPS e idoneo di un concorso. Può avere anni di servizio alle spalle e avere superato una procedura concorsuale. Può essere rimasto fuori da una graduatoria e continuare, nello stesso momento, a essere chiamato dallo Stato per insegnare. Per questo crediamo che contrapporre gli idonei ai precari storici, le graduatorie di merito alle GPS, i concorsi al servizio prestato significhi guardare il problema dalla parte sbagliata. Significa fare ā€œil loro giocoā€. Il problema non sono le graduatorie degli altri. Il problema sono le assunzioni che mancano. Non esiste una graduatoria capace di stabilizzare il precariato se i posti destinati alle assunzioni rimangono insufficienti. Non esiste concorso che possa risolvere il problema se, mentre continuiamo a bandirne di nuovi, migliaia di persone che hanno giĆ  superato procedure selettive restano in attesa e altre migliaia, o le stesse persone addirittura, continuano a lavorare per anni attraverso contratti a termine. E non possiamo continuare ad accettare una scuola nella quale una parte strutturale del fabbisogno viene coperta ogni anno attraverso il precariato.

L’Europa stessa ha posto da tempo il tema dell’abuso nella successione dei contratti a tempo determinato. La direttiva 1999/70/CE impone agli Stati membri di predisporre strumenti efficaci per prevenirlo. La questione, dunque, non può essere affrontata semplicemente sostituendo una procedura di reclutamento con quella successiva ripartendo sempre da zero. Serve una scelta politica molto più profonda. Bisogna stabilizzare il lavoro che ĆØ giĆ  strutturalmente necessario alla scuola italiana. Per questo pensiamo sia arrivato il momento di provare a costruire una piattaforma comune, senza chiedere a nessuno di rinunciare alla propria storia o alle proprie rivendicazioni.

Noi continueremo a difendere lo scorrimento delle graduatorie di merito e degli elenchi regionali in rigoroso ordine cronologico. Migliaia di docenti hanno sostenuto concorsi, superato prove e combattuto perchĆ© l’idoneitĆ  ottenuta non diventasse carta straccia. Quelle graduatorie devono poter scorrere e le persone che vi sono inserite devono avere una concreta prospettiva di assunzione. Ma pensiamo che questa battaglia possa e debba incontrare quella di chi oggi ĆØ in qualsiasi altra graduatoria come le ā€œGPSā€. Non vogliamo chiedere che una graduatoria sostituisca un’altra. Vogliamo chiedere che finalmente diminuisca il numero dei precari. Possiamo immaginare un sistema nel quale, sui posti disponibili per le assunzioni, vengano utilizzate fino al loro esaurimento le graduatorie di merito vigenti e, nelle regioni e nelle classi di concorso dove queste graduatorie siano esaurite o non esistano più, si costruisca un canale strutturale di stabilizzazione che valorizzi il servizio maturato nelle GPS, con requisiti chiari, trasparenti e uniformi. Un sistema nel quale il concorso torni a essere uno strumento di reclutamento laddove realmente necessario e non una corsa permanente nella quale ogni nuova procedura si sovrappone alla precedente senza risolvere il problema di chi nella scuola giĆ  lavora.

E soprattutto dobbiamo affrontare il nodo che viene prima di tutti gli altri: i posti. Occorre aumentare le immissioni in ruolo e intervenire sulla distanza tra organico di diritto e fabbisogno reale delle scuole, trasformando in posti stabili tutti quei posti che hanno effettivamente natura stabile e che oggi vengono coperti reiteratamente attraverso supplenze. Possiamo discutere all’infinito di concorsi, GPS, graduatorie di merito ed elenchi regionali. Ma se ogni anno la scuola continuerĆ  ad avere bisogno strutturalmente di lavoratrici e lavoratori che lo Stato sceglie di mantenere precari, continueremo semplicemente a contenderci posti insufficienti. Ed ĆØ esattamente questa competizione tra precari che dobbiamo provare a spezzare. Non chiediamo a nessuno di fare un passo indietro. Chiediamo a tutte e tutti di provare a fare un passo avanti insieme.

Agli idonei diciamo: la nostra battaglia per lo scorrimento delle graduatorie non diventa più debole se riconosciamo il diritto alla stabilizzazione di chi insegna da anni nelle GPS convinti che spesso le stesse graduatorie si sovrappongano per i candidati presenti. Ai precari storici diciamo: la vostra battaglia non diventa più debole se riconosciamo il diritto di chi ha superato un concorso a vedere valorizzato quel risultato. Dietro le sigle diverse ci sono molto spesso le stesse biografie: anni di supplenze, concorsi, corsi abilitanti, graduatorie, trasferimenti da una regione all’altra, estati nell’incertezza e settembre passati ad aspettare una convocazione. ƈ arrivato il momento di provare a mettere insieme queste storie. Non per cancellare le differenze, ma per individuare ciò che ci unisce. Una grande mobilitazione nazionale per la stabilizzazione del personale docente precario. Più assunzioni. Scorrimento delle graduatorie vigenti. Valorizzazione del servizio e percorsi di stabilizzazione per il precariato storico nei territori e nelle classi di concorso in cui le graduatorie di merito siano esaurite. Superamento della continua proliferazione di procedure concorsuali sovrapposte. Trasformazione dei posti stabilmente necessari da organico di fatto a organico di diritto.

Una programmazione del reclutamento che parta dal fabbisogno reale delle scuole e garantisca continuità didattica agli studenti e dignità lavorativa a chi insegna. Su questa piattaforma vogliamo aprire un confronto con gli altri gruppi di docenti precari, con i comitati, con le associazioni e con le organizzazioni sindacali disponibili. Senza primogeniture. Senza guerre tra graduatorie. Senza chiedere a qualcuno di perdere un diritto perché qualcun altro possa conquistarne uno. Per troppo tempo il precariato della scuola è stato diviso in categorie, sigle e procedure. Adesso dobbiamo provare a riconoscerci per ciò che siamo: lavoratrici e lavoratori di cui la scuola pubblica ha bisogno ogni giorno, ma ai quali lo Stato continua troppo spesso a negare una prospettiva stabile. La domanda che dobbiamo porre insieme alle istituzioni non è più quale gruppo di precari debba essere stabilizzato per primo. La domanda è molto più semplice: se siamo necessari ogni settembre per far funzionare le scuole, perché non possiamo diventare necessari anche quando si tratta di assumerci? Da qui vogliamo ripartire. Da una battaglia che non sia contro altri precari, ma contro il precariato.

Luigi Sofia, portavoce Movimento Docenti Idonei Esclusi