L’accesso ai corsi di Medicina e Chirurgia continua a cambiare. Il Ministero dell’Università e della Ricerca è al lavoro sul decreto che definirà la programmazione dei posti per l’anno accademico 2026/27. Secondo le anticipazioni diffuse dall’ANSA, è previsto un ulteriore aumento delle disponibilità. L’obiettivo è quello di proseguire il percorso già avviato con la riforma dell’accesso e avvicinarsi al traguardo dei 30 mila posti fissato dal Governo.

Medicina 2026/27: il MUR intende aumentare i posti disponibili

Le ultime indiscrezioni riguardanti il decreto MUR per l’accesso ai corsi di Medicina e Chirurgia indicano che i posti complessivi dovrebbero essere circa 27 mila, vale a dire quasi 3 mila in più rispetto all’anno accademico precedente. Un incremento che conferma la volontà del Ministero di ampliare progressivamente il numero degli studenti che potranno accedere al percorso di laurea in Medicina. Basti pensare che, per l’anno accademico 2025/26, erano stati autorizzati circa 24 mila posti. Di questi, circa 17 mila erano stati destinati al semestre aperto, la novità introdotta dalla riforma dell’accesso ai corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria.

Il piano punta ai 30 mila posti

L’incremento previsto per il prossimo anno accademico, per quanto riguarda i corsi di Medicina e Chirurgia, rappresenta un altro passo verso il traguardo indicato dalla ministra Anna Maria Bernini, la quale ha più volte ribadito l’intenzione di arrivare a 30 mila posti disponibili entro la fine della legislatura. Non cambiano, invece, le modalità di accesso per la sede di Tirana dell’Università di Tor Vergata. Il polo universitario in Albania continuerà a seguire una procedura distinta rispetto a quella prevista per il semestre aperto. I posti disponibili, infatti, saranno inseriti nel contingente dei corsi di laurea erogati in lingua inglese e l’ammissione avverrà attraverso il test IMAT (International Medical Admissions Test). La sede era stata al centro dell’attenzione nei mesi scorsi dopo le polemiche sull’importo delle tasse universitarie, successivamente ridimensionate in seguito all’intervento del Ministero.