Per allineare il sistema scolastico italiano agli standard retributivi e organizzativi dell’Unione Europea serve una svolta finanziaria strutturale. Durante un recente incontro svolto a Palermo con esperti del settore e rappresentanti politici di Fratelli d’Italia, il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico, ha lanciato un’innovativa proposta per sbloccare risorse economiche fondamentali destinate all’istruzione e alla ricerca.
La proposta di un fondo europeo specifico per l’istruzione
Inquadrare la spesa scolastica come un investimento prioritario per l’Europa richiede uno strumento finanziario dedicato. L’Anief ha individuato questa soluzione nell’istituzione del fondo Erafe (Education Research Action for Europe), modellato sul fondo SAFE già impiegato nel settore della difesa militare. L’obiettivo principale è quello di incrementare le risorse destinate alla scuola di mezzo punto di PIL, pari a circa 10 miliardi di euro, colmando così il divario storico con la media degli altri Paesi europei.
Dall’esperienza dell’organico Covid ai nuovi obiettivi della scuola
L’idea di attingere a finanziamenti straordinari trova un precedente concreto nella gestione dell’emergenza pandemica, quando l’Unione Europea autorizzò scostamenti di bilancio per 8,7 miliardi di euro destinati al settore scolastico. In quel contesto, anche grazie al pressing sindacale condotto dall’Anief, si riuscì a garantire un organico aggiuntivo di 80 mila unità tra docenti e personale scolastico. L’esperienza passata dimostra come la disponibilità di fondi comunitari mirati possa tradursi immediatamente in un potenziamento tangibile del personale in servizio negli istituti.
Stipendi europei e la futura Carta europea degli insegnanti
Il tema della valorizzazione economica dei docenti rimane strettamente legato alla presenza di coperture finanziarie effettive e stabili. Come evidenziato dai recenti confronti svolti in Romania con i rappresentanti della Commissione Europea, a novembre verrà definita un’agenda comunitaria incentrata sul lavoro del personale scolastico. In questo ambito si inserisce l’auspicio di creare una Carta europea degli insegnanti affiancata da una dotazione iniziale del fondo Erafe stimata in 8 miliardi di euro. Senza uno strumento finanziario di questa portata risulta impossibile offrire retribuzioni allineate al resto d’Europa e investire per il definitivo recupero del sistema educativo.