Il rapporto tra le nuove posizioni economiche del personale Ata e gli incarichi specifici conferiti dalle scuole resta un nodo da sciogliere. Anief ha trasmesso al Ministero dell’Istruzione e del Merito una richiesta formale di chiarimento interpretativo su questo punto, alla luce della decorrenza economica retroattiva prevista dal 1° settembre 2024. L’assenza di indicazioni ufficiali sta infatti producendo comportamenti diversi da scuola a scuola, con incertezze operative per chi deve gestire la liquidazione dei compensi. Una situazione che tocca da vicino Dirigenti scolastici, Funzionari EQ, DSGA e personale Ata.

Posizioni economiche Ata: cosa chiede Anief al Ministero

Nella nota inviata alle Direzioni Generali competenti, Anief ha chiesto al Ministero di chiarire le modalità di applicazione della disciplina vigente, indicando quali comportamenti debbano adottare le scuole nelle more del completamento delle procedure amministrative e dell’effettiva attribuzione delle nuove posizioni economiche. Il sindacato punta l’attenzione sul fatto che, senza un indirizzo comune, ogni istituto rischia di interpretare la normativa in modo autonomo, con il risultato di trattamenti diversi tra lavoratori che si trovano nella stessa condizione contrattuale.

Le parole di Pacifico

Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, ha dichiarato: “È necessario che il Ministero intervenga rapidamente con un indirizzo amministrativo chiaro e uniforme. Le scuole non possono essere lasciate sole ad affrontare una questione che presenta evidenti profili interpretativi e contabili. Servono indicazioni ufficiali che garantiscano certezza amministrativa, uniformità di comportamento su tutto il territorio nazionale e tutela sia del personale Ata sia dei Dirigenti scolastici e dei Funzionari EQ chiamati ad assumere decisioni operative. È interesse di tutti evitare disparità applicative e il possibile insorgere di contenziosi, assicurando una gestione trasparente e coerente con il quadro normativo e contrattuale vigente“. Anche la CISL ha fatto una richiesta simile.

Cosa rischia di succedere senza un chiarimento

In assenza di un indirizzo unico, le scuole restano esposte al rischio di disparità applicative tra territori diversi e di possibili contenziosi legati a decisioni prese in autonomia da dirigenti e DSGA. La richiesta di Anief punta quindi a ottenere una linea comune prima che il completamento delle procedure amministrative renda ancora più complesso intervenire su situazioni già consolidate nelle singole scuole.