La FLC CGIL torna a parlare di precariato scolastico e lo fa con un bilancio numerico dell’anno appena concluso: circa 250.000 contratti a tempo determinato hanno tenuto in piedi il sistema scuola. Lo ha dichiarato Gianna Fracassi, segretaria generale del sindacato, sottolineando che si tratta di una condizione strutturale e non di un’emergenza legata a una singola annualità. Il sindacato collega il tema del precariato a quello dei rinnovi contrattuali, chiedendo risorse aggiuntive nella prossima Legge di Bilancio. Ecco i numeri diffusi dalla FLC CGIL e le proposte avanzate al Governo.

I numeri del precariato secondo FLC CGIL

Secondo la Federazione Lavoratori della Conoscenza, la scuola ha funzionato quest’anno grazie a una quota consistente di personale a tempo determinato, distribuita tra docenti e ATA.

CategoriaContratti a termine
Docenticirca 200.000
di cui posti di sostegno in derogacirca 140.000
Personale ATAcirca 50.000
Totalecirca 250.000

Per il sindacato, la quota più consistente riguarda i posti di sostegno in deroga: cattedre che, secondo Fracassi, rispondono a bisogni reali degli alunni con disabilità ma vengono rinnovate ogni anno invece di entrare nel piano assunzioni.

Le richieste della FLC CGIL: stabilizzazioni e stop al blocco turnover

Il sindacato indica due interventi che, a suo avviso, ridurrebbero in modo rilevante il precariato. Il primo riguarda la trasformazione dei posti di sostegno in deroga in organico di diritto, accompagnata da percorsi di specializzazione per i docenti coinvolti. Il secondo riguarda l’eliminazione del blocco del turn over sul personale ATA, che secondo la FLC CGIL mantiene decine di migliaia di lavoratori in una condizione di precarietà prolungata.

Fracassi collega la mancata attuazione di queste misure a una scelta di contenimento della spesa sul comparto scuola.

Il nodo salari e il rinnovo contrattuale 2022-2024

Il sindacato torna anche sul tema retributivo, ricordando che per il triennio 2022-2024 l’aumento contrattuale si è fermato al 6%, a fronte di un’inflazione a doppia cifra nello stesso periodo. Per la FLC CGIL l’incremento è stato eroso dal caro vita ancora prima di arrivare in busta paga, determinando una perdita di potere d’acquisto per docenti e ATA. Il sindacato ricorda di non aver firmato quel contratto.

La richiesta della FLC CGIL è ora di destinare risorse aggiuntive nella prossima Legge di Bilancio, per ridurre il divario retributivo tra il personale scolastico e il resto della pubblica amministrazione.