La proposta di introdurre due ore mensili di educazione psicologica a scuola sta già alimentando il confronto politico sul futuro della scuola italiana. L’iniziativa, presentata dalla Lega con la prima firma della deputata Giorgia Latini e sviluppata da Armando Siri, prevede attività rivolte a tutti gli studenti e colloqui individuali riservati. Il progetto, ancora in forma di bozza di proposta di legge, contempla anche l’inserimento progressivo di 18mila docenti psicoterapeuti e una specifica copertura finanziaria. A contestare l’impianto è Rossano Sasso, deputato di Futuro Nazionale e capogruppo in commissione Istruzione, che pone soprattutto l’accento sulla spesa prevista, indicata in 960 milioni di euro, e sull’ipotesi di una nuova addizionale Ires.

Psicologo a scuola, cosa prevede la proposta della Lega

Il testo, intitolato “Istituzione delle attività di educazione psicologica”, è composto da sei articoli. Al momento non si tratta di una legge approvata, ma di una proposta che è stata consegnata ai vertici del gruppo parlamentare della Lega alla Camera e illustrata al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Il progetto prevede due ore al mese per ciascuna classe, con frequenza ordinaria e obbligatoria, ma senza attribuzione di un voto. Le attività dovrebbero concentrarsi, tra gli altri aspetti, sulla gestione delle emozioni, della rabbia e dei conflitti e sulla prevenzione del disagio psicologico e relazionale.

Accanto alle attività collettive, la bozza contempla anche colloqui clinici individuali e riservati, attivabili su richiesta. L’obiettivo dichiarato dai promotori è quello di intervenire sul disagio prima che possa trasformarsi in situazioni più gravi.

Elemento della propostaCosa prevede la bozza
Educazione psicologica2 ore mensili per classe
FrequenzaObbligatoria e senza voto
AttivitàGestione delle emozioni, rabbia e conflitti
ColloquiIndividuali e riservati
Personale previsto18mila docenti psicoterapeuti
AvvioDalle scuole superiori
EstensioneSuccessivamente medie e primarie
Copertura ipotizzataAddizionale Ires dello 0,65%
Imprese interessateSocietà di capitali con fatturato superiore a 100 milioni di euro

La proposta prende inoltre spunto, secondo quanto riportato nel testo, da esperienze presenti in altri Paesi europei, tra cui Francia e Portogallo.

18mila docenti psicoterapeuti e 960 milioni di euro: come verrebbe finanziato il progetto

La proposta ipotizza l’inserimento progressivo di 18mila docenti specializzati in psicoterapia, iniziando dalle scuole secondarie di secondo grado per arrivare successivamente alle scuole medie e primarie. Per finanziare l’intervento, la bozza indica un’addizionale Ires dello 0,65% a carico delle grandi società di capitali con un fatturato annuo superiore a 100 milioni di euro. Secondo Armando Siri, il prelievo dovrebbe consentire ai grandi gruppi economici di contribuire direttamente al finanziamento delle attività rivolte alle nuove generazioni.

La cifra indicata per l’operazione è di circa 960 milioni di euro. È proprio questo punto ad aver provocato una delle principali contestazioni da parte di Futuro Nazionale.

La proposta nasce, nel quadro illustrato dai promotori, anche dopo episodi di violenza avvenuti negli istituti scolastici e in un contesto nel quale viene posta attenzione al disagio psicologico, emotivo e relazionale degli adolescenti. Nei mesi precedenti, la VII Commissione della Camera aveva inoltre svolto un’indagine conoscitiva sulle sfide educative e culturali e sull’impatto delle nuove tecnologie sulla scuola.

Sasso contro la proposta: “Con 960 milioni potremmo adeguare la retribuzione dei docenti”

La proposta ha ricevuto la netta contestazione di Rossano Sasso, che ha affidato a un post sui social la propria posizione. Il deputato di Futuro Nazionale ha criticato l’idea di introdurre un’attività psicologica obbligatoria per tutti gli studenti e ha contestato sia il costo dell’intervento sia il meccanismo fiscale previsto.

Sasso ha parlato di una possibile “medicalizzazione della scuola” e ha definito la proposta, nelle sue parole, “inutile e dannosa”. Si tratta di valutazioni politiche dell’esponente di Futuro Nazionale, che non costituiscono una descrizione neutrale del contenuto della proposta.

Il punto economico è però centrale nella sua contestazione. Sasso richiama infatti i 960 milioni di euro stimati per l’operazione e l’addizionale Ires ipotizzata per finanziare il progetto.

Nel suo intervento, il deputato propone una diversa destinazione delle risorse: “Con 960 milioni di euro potremmo adeguare la retribuzione dei docenti e assumere dirigenti scolastici: questo servirebbe”. Sasso ha inoltre chiesto al ministro Valditara di prendere le distanze dall’iniziativa. La posizione espressa da Futuro Nazionale si contrappone quindi a quella dei promotori della proposta, che presentano invece l’educazione psicologica a scuola come uno strumento di prevenzione e di supporto al benessere degli studenti.