Il 2027 potrebbe essere un anno decisivo per il reclutamento non solo dei docenti ma anche del personale ATA. La tematica è meno pubblicizzata rispetto all’ipotesi del doppio canale che potrebbe interessare gli insegnanti. Sebbene però sembri essere messa in ‘standby’ anche per il personale ATA potrebbe essere adottata una misura che favorisca la stabilizzazione e riduca il problema del precariato. Analizziamo le proposte per ora note.
Reclutamento e dintorni: le idee formalizzate e non
Molto dibattuta è stata la proposta di un ipotetico concorso per titoli ed esami, considerata risolutiva del dilagante precariato e utile ad alzare la qualità del personale ATA. L’ipotesi è stata avanzata con riguardo a tutti i profili ATA e fortemente sostenuta dall’ANQUAP.
Di particolare importanza è poi la proposta di legge avanzata dal comitato Evoluzione ATA, volta principalmente al superamento del vincolo del turn over per le assunzioni del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) della scuola, previa autorizzazione ad assumere anche oltre le cessazioni, per rispondere al fabbisogno reale delle scuole. Questa proposta, che sembrerebbe incontrare maggior favore tra i lavoratori ATA, incontrando anche un parziale sostegno politico, sarebbe al vaglio del Governo.
Queste sono le 2 proposte ‘ufficiali’, a cui se ne aggiungono altre lanciate dallo stesso personale coinvolto. Solo alcuni giorni fa, ad esempio, è stata lanciata l’idea di porre un limite temporale oltre il quale assumere a tempo indeterminato. Il tetto ipotetico da considerare potrebbe essere di 3 anni, oltre a quale procedere con l’immissione in ruolo, per evitare la permanenza decennale dei precari ATA nelle graduatorie permanenti.
Il Governo e il Ministero non hanno preso una chiara posizione al momento in tema di riforma del reclutamento. Si attende di capire i prossimi mesi in quale direzione si andrà .