Dopo esserci abituati ad un concorso all’anno la mancata previsione di un nuovo bando nel 2026 fa ben sperare per le immissioni in ruolo del 2027. L’ipotesi sembra essere quella dello scorrimento e dell’utilizzo delle graduatorie in essere prima di avviare una nuova procedura concorsuale. E la speranza di molti aspiranti è che si possano anche scorrere in maniera piĂ¹ corposa gli elenchi regionali: ma sarĂ  veramente così? Alcune riflessioni.

Elenchi regionali: il loro utilizzo avviene dopo la procedura ordinaria

Nell’aria sembra esserci l’idea che possa essere reintrodotto il meccanismo del doppio canale di reclutamento, utilizzando parallelamente e in maniera strutturale le graduatore concorsuali e le Gps (che diventerebbero GPSR).

A prescindere dalla soluzione che verrĂ  adottata nell’ambito dell’attesa riforma di reclutamento gli elenchi regionali rappresentano una procedura residuale di assunzione, collocata al di sotto della procedura ordinaria. Come ha chiarito anche Sonia Cannas, docente ed esperta di normativa scolastica, nell’ambito di una recente diretta con Orizzonte Scuola, “l’assenza di un nuovo concorso non comporta automaticamente il ricorso agli elenchi regionali.”

Le assunzioni infatti devono seguire l’ordine di utilizzo previsto dalla normativa. Questo significa che prima di arrivare agli elenchi regionali occorre verificare la presenza di graduatorie e altri elenchi sulle varie classi di concorso che hanno precedenza nelle operazioni di immissione in ruolo.

In definitiva, il fatto che nel 2027 possa non esserci un nuovo bando di concorso non significa che i posti disponibili vengano assegnati direttamente attraverso gli elenchi regionali.