Scavalco illegittimo nelle supplenze: quando si può parlare davvero di un errore nelle nomine? La questione riguarda i docenti che, pur avendo espresso una determinata preferenza, non ricevono una supplenza nonostante nel turno di nomina risultino disponibilità compatibili. Per capire se si tratta effettivamente di uno scavalco è però necessario verificare con attenzione i dati della nomina. Lo ha spiegato l’Avvocato Maria Rosaria Altieri nel corso di un webinar sul canale YouTube di Scuolainforma dedicato alle nomine.
Scavalco illegittimo nelle supplenze: quando si verifica
Si può parlare di scavalco illegittimo quando, nel corso di un turno di nomina, esiste una disponibilità che coincide con le preferenze espresse dal docente, ma quest’ultimo non viene comunque individuato come destinatario della supplenza. Non basta, però, verificare soltanto che sia presente una cattedra nella sede indicata. Per accertare l’effettivo scavalco è necessario confrontare tutti gli elementi della supplenza disponibile con quanto indicato dal docente nella domanda.
La completa coincidenza tra disponibilità e preferenza espressa rappresenta quindi un elemento determinante. Devono coincidere, in particolare, la sede e la tipologia di contratto, oltre alle eventuali caratteristiche dello spezzone richiesto.
Un controllo superficiale della sede, dunque, non è sufficiente per stabilire che una nomina sia stata saltata. Occorre verificare l’effettiva corrispondenza tra la disponibilità assegnabile e le preferenze inserite dal docente.
| Cosa verificare | Perché è importante |
|---|---|
| Sede | Deve corrispondere alla preferenza espressa |
| Tipologia di contratto | Deve essere compatibile con quella richiesta |
| Spezzone | Va verificata l’eventuale indicazione dello spezzone |
| Disponibilità nel turno | Deve risultare effettivamente disponibile al momento della nomina |
| Posizione del docente | Va verificato il confronto con gli altri aspiranti |
Docenti senza nomina nonostante una disponibilità compatibile
La questione non è soltanto teorica. Sono stati segnalati casi di docenti rimasti senza supplenza nonostante la presenza, nel turno di nomina, di disponibilità che apparivano compatibili con le preferenze espresse. Tra le situazioni segnalate vi sono anche quelle di docenti beneficiari della Legge 68/99, che in alcuni casi sarebbero stati esclusi non soltanto per quanto riguarda la riserva, ma anche sulla base del punteggio.
Questo aspetto assume particolare rilievo perché, in presenza di una contestazione, la verifica può essere effettuata anche prescindendo dal possesso della riserva. In altre parole, occorre controllare se il docente sarebbe stato comunque destinatario della supplenza sulla base della propria posizione in graduatoria e delle preferenze indicate.
Non ogni mancata nomina, quindi, può essere automaticamente considerata uno scavalco illegittimo. È necessario ricostruire il turno di nomina e verificare concretamente quali fossero le disponibilità e quali preferenze fossero state espresse.
Errori nelle nomine: rettifiche, ripescaggi e docenti ancora senza supplenza
Le conseguenze delle anomalie segnalate non sono state sempre le stesse. In alcuni casi, gli errori nelle nomine sono stati successivamente rettificati. In altre situazioni, il docente è stato ripescato nel turno successivo e ha quindi ottenuto una supplenza in una fase successiva delle operazioni.
Esistono però anche casi nei quali, nonostante la mancata assegnazione, il docente risulta ancora senza supplenza. Per questo, davanti a una possibile situazione di scavalco nelle nomine GPS, è necessario partire dai dati concreti del turno interessato: disponibilità pubblicate, preferenze espresse, tipologia della supplenza, posizione in graduatoria e assegnazioni effettuate agli altri aspiranti.
Solo mettendo a confronto questi elementi è possibile capire se la mancata nomina sia effettivamente riconducibile a un errore oppure se dipenda da una diversa caratteristica della disponibilità o della procedura di assegnazione.