Benzina, luce e gas costano di più e chi lavora a scuola lo sta vedendo sul conto a fine mese. Secondo i dati riportati, l’inflazione è salita al 4,2% su base annua, contro il 3% di agosto, mentre le bollette di luce e gas sono aumentate del 37,3% rispetto al trimestre precedente. Per docenti e personale ATA significa un nuovo calo del potere d’acquisto, in un momento in cui l’aumento ricevuto con il rinnovo del CCNL scuola 2025-2027 viene giudicato da più parti già troppo piccolo. I sindacati chiedono risposte nella legge di bilancio 2027, mentre dalla politica arriva la proposta di una quattordicesima.
Stipendi docenti e inflazione: cosa è successo al potere d’acquisto
La CGIL calcola che tra il 2016 e il 2025 gli stipendi degli insegnanti abbiano perso il 9,2% di potere d’acquisto. Se a quel dato si somma il 4,2% di inflazione annua del 2026, la perdita potrebbe aver superato il 10%, tornando a due cifre. Questa seconda cifra è però una stima, non un dato certificato. Il rincaro non riguarda solo l’energia. Gli aumenti toccano in modo diffuso anche i beni alimentari essenziali, cioè le spese a cui una famiglia non può rinunciare. Per questo, sostiene chi commenta la vicenda, l’aumento arrivato con il nuovo contratto sarebbe già stato assorbito dai prezzi.
Stipendi dei docenti e legge di bilancio 2027: le richieste
Sul fronte sindacale, la preoccupazione più esplicita è quella di Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti. Castellana ritiene le risorse stanziate per gli stipendi insufficienti, soprattutto dopo l’impennata dei prezzi degli ultimi giorni. Chiede che la legge di bilancio 2027 dia risposte “serie e definitive”, trovando i fondi per portare le retribuzioni dei docenti non solo ai livelli europei, ma anche in linea con quelle del resto della Pubblica Amministrazione. Il tema è entrato anche nel dibattito politico. Alla presentazione del suo libro Quando c’era Lei – L’Italia dopo Giorgia Meloni, al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, il senatore e leader di Italia Viva Matteo Renzi ha parlato del potere d’acquisto dei lavoratori pubblici e di chi lavora nella sicurezza e nell’assistenza.
Secondo Renzi, la distanza tra costo della vita e salari è un problema per i bilanci delle famiglie, ma anche per il ruolo sociale di queste figure. La sua proposta è una quattordicesima mensilità pensata in particolare per chi, come gli insegnanti della scuola pubblica, forma le nuove generazioni con stipendi che, nel confronto con gli altri Paesi europei, considera inadeguati. La redazione ha chiesto un parere a Castellana. Il sindacalista ha risposto che l’idea sarebbe una buona cosa, ma ha aggiunto che Renzi avrebbe potuto realizzarla quando era a Palazzo Chigi.
Cosa tenere sott’occhio nelle prossime settimane
Per chi lavora a scuola, i punti da seguire sono due:
- Il primo è la legge di bilancio 2027, dove si capirà se ci saranno risorse per gli stipendi oltre a quelle già previste dal contratto;
- Il secondo è l’andamento dei prezzi: se l’inflazione resta sopra il 4%, la discussione sul recupero del potere d’acquisto si farà più forte.
Conviene guardare anche il proprio cedolino e le tabelle del contratto, per sapere quanto è arrivato nel proprio caso, senza fermarsi troppo e soltanto alle medie pubbliche.