Nei cedolini dei supplenti con contratto breve e saltuario, compreso quello di agosto con gli aumenti del CCNL 2025-27, non compaiono le voci mensili RPD per i docenti e CIA per il personale Ata. Lo segnala Anief, che parla di un trattamento discriminatorio rispetto a chi ha un contratto annuale o di ruolo. Il sindacato invita i precari e gli ex precari a chiedere gli importi al giudice del lavoro, anche per gli anni passati.
RPD e CIA: cosa sono e a chi mancano nel cedolino NoiPA
La RPD è la Retribuzione professionale docenti, la CIA è il Compenso individuale accessorio del personale Ata. Sono due voci di salario accessorio che ogni mese entrano nel cedolino del personale di ruolo e dei supplenti annuali. Secondo Anief, restano fuori da quello di chi lavora con incarichi brevi e saltuari, una platea che il sindacato quantifica in decine di migliaia di persone ogni anno.
Il presidente nazionale Marcello Pacifico indica una cifra compresa tra 80 e 300 euro al mese, a seconda dell’anzianità pregressa. In un anno, sostiene, si arriva anche a migliaia di euro. Per questo il sindacato consiglia di controllare il cedolino voce per voce, a partire da quello di agosto che applica gli aumenti contrattuali.
Direttiva europea e Cassazione: su cosa si basa la richiesta
Il sindacato fa leva sul principio di non discriminazione della direttiva europea 1999/70/CE sul lavoro a tempo determinato, che vieta di trattare i lavoratori a termine in modo meno favorevole rispetto a quelli stabili. Per Pacifico il testo resta attuale e basta a rivendicare il diritto dei supplenti brevi a ricevere le due voci.
A questo si aggiunge la giurisprudenza della Corte di Cassazione, che Anief definisce favorevole al pagamento di RPD e CIA anche ai supplenti con incarichi brevi. Tra le pronunce richiamate in questi casi c’è l’ordinanza n. 20015 del 27 luglio 2018. Pacifico ricorda inoltre che la parità retributiva tra precari e personale di ruolo passa anche dal recupero di queste somme. Resta in attesa, dice, di un legislatore che adegui la norma.
Diffida e ricorso: le indicazioni del sindacato
Per evitare la prescrizione, Anief invita il personale interessato, precario o ex precario, a inviare una diffida all’amministrazione e a ricorrere in tribunale il prima possibile. La richiesta può riguardare anche gli ultimi anni di servizio. Il sindacato propone assistenza per il ricorso e per il controllo analitico del cedolino con gli aumenti del nuovo contratto.
Si tratta della posizione di una sigla sindacale: l’esito dei singoli ricorsi dipende dalla valutazione dei giudici. Per Pacifico, comunque, non è il caso di soprassedere quando si tratta di far valere i propri diritti.