Molte volte gli aspiranti ATA, nel momento in cui ricevono una proposta di supplenza, tendono a fare confusione tra ‘convocazione‘, invio della ‘disponibilità‘ ad accettare la supplenza in questione e attribuzione dell’incarico. Non si tratta di sinonimi ma di passaggi tra loro distinti e scanditi. Un aspetto su cui porre, in particolare, l’attenzione è la non certezza della supplenza una volta inviata la comunicazione della disponibilità. Facciamo chiarezza.
Convocazione supplenza: il contenuto
Nel momento in cui una scuola ha un posto da dover coprire tramite supplenza invia ai candidati delle graduatorie d’istituto un’email contenente la convocazione di supplenza, vale a dire una proposta che contiene una serie di caratteristiche:
- Data di inizio e fine: il giorno di presa di servizio e la durata del contratto;
- Profilo ATA su cui svolgere la supplenza;
- Orario di servizio: le ore settimanali e giornaliere previste, con l’indicazione dei singoli giorni di impegno;
- Sede scolastica: l’indirizzo e il nome della scuola in cui si svolgerà l’incarico;
- Posizione in graduatoria: la propria posizione rispetto agli altri candidati convocati (spesso inserita in caso di convocazioni multiple);
- Scadenza per il riscontro: il giorno e l’ora tassativi entro cui inviare la propria accettazione o rinuncia (di norma 24 ore o meno a seconda della durata);
- Termine per la presa di servizio: il tempo massimo concesso per presentarsi effettivamente a scuola dopo l’accettazione.
Disponibilità e attribuzione incarico
Gli aspiranti, nel dare la propria disponibilità ad una supplenza a cui sono interessati, non hanno già la garanzia di aver già ottenuto la supplenza. La disponibilità rappresenta solo una manifestazione d’interesse verso la tipologia di supplenza. La scuola selezionerà l’aspirante, tra coloro che hanno dato la disponibilità, che occupa la posizione più alta in graduatoria. Scaduti i termini per inviare la disponibilità la scuola comunica l’assegnazione della supplenza. Chiunque si sia reso disponibile ma non abbia ricevuto alcuna supplenza può considerarsi libero di conseguire qualunque altra supplenza.