All’avvio delle lezioni, tra i corridoi degli istituti scolastici si ripresenta puntuale un dilemma gestionale che condiziona la copertura delle cattedre rimaste scoperte per assenze temporanee o motivi di salute. Molti dirigenti scolastici e segreterie scelgono di non convocare immediatamente i supplenti dalle graduatorie di istituto nei primi giorni di settembre, preferendo attendere la pubblicazione di qualche bollettino in più delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze. Questa apparente esitazione risponde, in realtà , a un evidente calcolo organizzativo, volto a tutelare la stabilità della didattica e la continuità del servizio per gli studenti.
Supplenze brevi, le scuole aspettano qualche bollettino GPS in più prima di nominare per evitare il valzer continuo delle cattedre
La ragione fondamentale alla base della scelta di attendere per le nomine supplenze da Graduatorie di Istituto risiede nell’assetto normativo che regola il conferimento delle supplenze. Come previsto dall’articolo 15, comma 3, dell’Ordinanza Ministeriale N. 27/2026, un docente che ha accettato un contratto di supplenza temporanea da graduatoria di istituto mantiene sempre la facoltà di lasciarlo qualora riceva una proposta di incarico annuale al 30 giugno o al 31 agosto conferita da bollettino GPS. Di fronte alla costante emissione di nuovi turni di nomina provinciali nelle prime settimane dell’anno scolastico, l’accettazione immediata di un incarico breve rischia così di rivelarsi provvisoria e destinata a interrompersi da un giorno all’altro.
La tutela della continuità didattica ed evitare rinunce immediate
Se le scuole assegnassero subito le supplenze brevi fin dai primissimi giorni di lezione, correrebbero il rischio di assistere a una sequenza ininterrotta di prese di servizio, dimissioni e rinunce successive. Quando un insegnante nominato su una sostituzione temporanea viene individuato dai successivi bollettini GPS della provincia, lascia la sede scolastica per accettare la cattedra al 30 giugno o 31 agosto. Questo fenomeno costringerebbe le segreterie a riavviare da capo l’intera procedura di convocazione, determinando il cosiddetto valzer dei supplenti e privando gli alunni di un riferimento stabile proprio nella fase delicata dell’avvio dell’anno scolastico.
Il coordinamento con gli Uffici Scolastici Provinciali e la gestione dei tempi
Attendere l’uscita di qualche bollettino in più permette agli istituti di far decantare le posizioni in graduatoria e di operare in un quadro di maggiore certezza. Man mano che i turni delle graduatorie provinciali scorrono e assegnano le cattedre annuali disponibili, il bacino dei candidati ancora in attesa si stabilizza, riducendo il pericolo di abbandoni improvvisi sulle supplenze brevi. Questa prassi organizzativa, per quanto possa causare una temporanea attesa nella copertura di alcune ore di lezione, rappresenta per le scuole la difesa più efficace contro l’instabilità della gestione del personale.